lunedì

TAYLOR SWIFT VS JONATHAN SWIFT

LA NUOVA RUBRICA DEL PRE - ODIERNO ASSOCIA DUE TIZI CHE NON HANNO NULLA IN COMUNE A PARTE IL COGNOME.

Taylor SWIFT
 

All the lonely Starbucks lovers



Qui a Dinosauria, la giovane cantante statunitense è un'emerita sconosciuta, ma nel mondo umano è considerata una delle migliori autrici pop, un personaggio dotato di senso pratico ma in contatto con la propria vita interiorecc ecc. La Taylor, con tutti quegli effettini da voiceover in post produzione di cui non avrebbe bisogno, fa il suo kauntry moderno scalando le classfiche. In questo scrinsciot la vediamo sfasciare un'auto di lusso nel video Blank Space, metafora delle relazioni sentimentali odierne, anzi Pre - Odierne.


Ma ecco profilarsi le connessioni con l'altro Swift...
Da bambina, la Swift e suo fratello hanno anche preso lezioni di vela e di equitazione – "giusto in caso che fossimo messi in una macchina del tempo e fossimo costretti a vivere nel 1800", inoltre l’edificio in cui abita (con un sacco di travi di legno e mattoni a vista) risale al 1882, quando fu costruito come magazzino per un venditore di salsicce. Tutto rimanda a 100 anni dopo il XVII secolo, il futuro del passato in cui è vissuto ed è morto

Jonathan SWIFT

Qui giace il corpo di Jonathan Swift,
ove l'ira e il risentimento
più non possono divorare il cuore



Oltre alle peripezie di Gulliver strafamose, Jonathan ha esposto un metodo onesto, facile e poco costoso di trasformare il problema della sovrappopolazione: mangiare i bambini. Con tanto di supporto statistico per le sue asserzioni e dati specifici sul numero di bambini da vendere, il loro peso, il prezzo e i possibili modi di consumazione, l'autore suggerisce anche alcune ricette particolarmente gustose.



Mettendo in luce una certa follia e presunzione umana, Jonathan dà sfogo alla propria misantropia e rabbia nei confronti del mondo a lui contemporaneo: FANCULO IL GRANDE SOGNO! Se avesse avuto un produttore decente, sarebbe stato una stella dell'entertaiment musicale e avrebbe probabilemente rifiutato sdegnosamente un duetto con l'omonima Taylor, e ancora meglio, sarebbe stato accolto con tutti gli onori a Dinosauria per una featuring con Mono e le Cosce.

Swift - SWIFT ora il cerchio è completo


a guy from P - O Crew, 11:58


sabato

ESO TERME: AGENTE+ DEVE STARCI DENTRO



Il Doctore mi ha prescritto un ciclo di terme a Lidosauria Marittima per curare un fastidioso mal di schiena e ora la mia velomobile scivola lenta sull'asfalto verso il Piccolo Oceano, il traffico è assente. Ai lati della strada scorrono cartelloni pubblicitari che raffigurano ragazze hot che si spruzzano l'acqua addosso sugli scivoli di un acquapark, studentesse in vacanza stese sui lettini a sorseggiare drink alla moda. Tipe in tanga che giocano a beachvolley. Ragazzi palestrati che surfano, atleti con i pettorali lucidi di olio, modelli che indossano occhiali aggressivi e sexy. Una lunga carrellata di pacchi sporgenti dai bermuda e di tette lustre di sole, di cosce e chiappe angosciosamente desiderabili.




Arrivo a Lidosauria in pochi miliardi di millisecondi: è completamente deserta. Ha l’aspetto esausto di tutti i luoghi di villeggiatura a fine stagione. Saracinesche chiuse, spiagge smobilitate, cumuli di sabbia eretti dai cowdozer contro l’erosione. Ed ecco le Terme. Edifici bassi e bianchi dipinti a strisce azzurre, costruiti sulla spiaggia al limitare della pineta primordiale. Parcheggio, ammaino il sartiame della velomobile, prendo il mio zaino e cammino nel vento gelido di Agostembre. Un sentiero introduce all’ingresso a porte scorrevoli e, dopo un attimo di, entro. L’aria calda e odorosa mi stordisce mentre vago nella foschia più assoluta, cercando il bancone della reception. L’atmosfera bagna i vestiti come una nuvola densa a bassa quota, e tra le volute di vapore intuisco l’entrata ai bagni sulfurei, ai lavaggi nasali o al magmagym. La visibilità è ridotta al minimo e spesso urto delle ombre confuse che mi mandano affanculo. Strisciando lungo le pareti trovo, per puro caso, il banco dell'accettazione. L'addetta è una macchia sfocata nella nebbia che dice: “Documenti, grazie”




I miei incartamenti firmati scompaiono nella cortina perlacea, sento il fruscio di carte e poi lo spigolo duro di un tesserino mi graffia la mano. La voce della receptionist, che non sembra provenire da un luogo preciso, sta dicendo:
“Questo lo deve passare nel lettore a codice Morse che c’è nello spogliatoio, che emetterà una striscia cartacea da conservare e consegnare ai terapisti”.
Non posso vedere il suo volto, ma il tono si fa minaccioso: “Indossi sempre l’accappatoio e non entri mai, mai, per nessun motivo nella sala terme sprovvisto di sgamo. Anche uno sgamo piccolo va bene, uno sgamo dell’anno scorso, come le pare. OK? Se entra senza sgamo, lo fa a suo rischio e pericolo, noi decliniamo ogni responsabilità. Lo sgamo lo può comprare qui in comode rate, oppure se ce l’ha già con sé, vada dritto e troverà gli spogliatoi”




Fottiti stronza, penso. A tentoni trovo la porta degli spogliatoi che si apre rivelando un muro di vapore ancor più impenetrabile e lattiginoso. Le goccioline d’acqua mi pesano sulla fronte, sulle sopracciglia e colano verso il collo come torrenti. Mentre cerco il lettore a codice Morse, mi accorgo di tremare leggermente, nonostante la temperatura bollente. Il silenzio è rotto solo da fruscii indistinti, brevi suoni che non riesco a distinguere. Sento il vapore premermi addosso e scivolare via, risucchiato da spostamenti d’aria improvvisi che mi fluiscono intorno. Vorrei proprio sapere che diavolo è uno sgamo, perchè ora credo di averne un disperato bisogno.


Agente +, ore 15:10

venerdì

AGENTE +: UN INCONTRO INDESIDERATO ALLA MOSTRA DI RAINER FETTING


Galleria Osmosi-

La mostra di Fetting raccoglie il consueto marasma di parassiti e personaggi noti, tra cui la kuratrice antagonista Milena Densi. Sotto i fasci incrociati dei faretti alogeni, il suo corpo riluce come infissi di alluminio anodizzato. Riesco a non farmi notare dallo staff, forse per via di una barba incolta un po' hipster ecc, e cerco di distaccarmi dal gruppo di vips arrivati da Tyrannosauria (Dinosauria Centro).




 La pennellata sciatta, incurante. La cromia cupa e negligente. Capolavori. Sento le voci degli spettatori echeggiare nella galleria, sento una certa tensione dovuta a.
Mi abbasso gli occhiali da sole, proponendo ai miei occhi il filtro osmotico che Fetting avrebbe desiderato e mi faccio un giro veloce, come una serie di piombini di vinodka. 

Ho le mani in tasca, il quadro "Il treno di Van Gogh" (1983) alla mia sinistra, e una cefalea in progressione costante.





- Potente, non è vero? La sua vedova non ne voleva sapere di cederli, ma il mio ufficio stampa l'ha convinta con una secchiata di idrodollari.-
La voce artificiosa di Milena Densi lanciata nel silenzio, mi fa rabbrividire. Mi volto e la vedo dietro di me, a fissarmi come un cecchino giù di testa.

Occhi verdi truccati di nero, naso sagomato e zigomi aggressivi. Indossa un tailleur di tungsteno firmato Ar/mani.
- Devo andare ora, ho parecchio da non fare giù al bunker -, dico.
- No. No, tu resti qui. Ho delle cose da dirti. Si tratta di Autore e ci sono in ballo un mucchio di quattrini -
- Ne sono certo, ma -

Milena Densi. Una linea obliqua di denti e labbra, che interpreto a malapena come un sorriso, le apre il volto, poi mi dice:
- Vieni. Parliamone in un luogo più tranquillo -
Spalanca la porta di emergenza su cui è scritto "Questa non è l'uscita" e andiamo fuori a prendere una boccata d'ansia.


Agente +, ore 11:08

lunedì

GALLERIA OSMOSI: PROGETTO DI DEQUALIFICAZIONE URBANA DELLO STORICO DISTRETTO IDRICO DI DINOSAURIA EST

 
Moraviautore dice la sua sul muro - fonte Fabio S.

 La Galleria Osmosi, ha messo a disposizione di importanti pittori del murales dell'arte di strada, i muri di importanti architetti delle case moderne. Le pareti sono stati oggetto di interventi di degenerazione urbana Pre - Odierna senza Pre - cedenti. La carica espressiva ha potuto effettivamente esprimersi liberamente, senza tutte le censure e le limitazioni che impestano i Festivals Urbani del Muraffitales del mondo umano. Subito prima/dopo le foto senza colori angoscianti, apparirà un testo in russo approssimativo e ancora più giù un commento a freddo dell'Agente +!

Aerosolism Art - fonte Agente +


Young artist at work - fonte Xstagram

 Уважаемый автор,

до сих пор, я видел в моих горизонта оптических murales мост, 

ведущий к старому Hдемиa.
Черно-белые мощные, обволакивающие штрихи, как порка, холодных полуфабрикатов органических форм, которые напоминают нам о простой вещи: я не и я не существую. 

Короче говоря, "ценного жесткого", чтобы сказать словами из.
Под влиянием предварительной сегодня, я уже шестой metàdel книги Кнута Гамсуна, но посмотрите D закончить его, чтобы выразить себя.
Вчера я был в одном размещения офиса, Достал из бедного искусства, 

стремятся 1 заработную плату.
Ах да, все просто в товар!


Da wall - fonte Google
 

Caro Autore,

appena prima di adesso, ho visto nel mio orizzonte ottico i
murales del ponte che portava alla old H-demia.
Bianco e nero potente, pennellate avvolgenti come frustate,
fredde forme semi organiche che ci ricordano una semplice
cosa: non sono io e non esisto.
Insomma, "pregio duro" per dirlo con parole prese da.

Stimolato da pre-odierno, mi trovo oramai alla sesta metà
del libro di Knut Hamsun, ma aspetto D finirlo per esprimermi.

Ieri, sono stato a 1 ufficio D collocamento.
Stufo dell'arte povera, agogno 1 stipendio.
Eh si, tutto è mera mercificazione!


Agente + ore 8.15

martedì

DINOSAURIA, GALLERIA OSMOSI: UN'AVVENTURA IN CUI L'AGENTE + VIENE INCASTRATO DA UN SUO AMICO FUORI DI TESTA

Incontro Fabri al Forte Pre - Nestino a Dinosauria Est. Ha appena spedito una busta anonima contenente 4 mosche morte alla rivista mainstream Bricolage per tutti.
-Le loro recensioni letterarie fanno pena. Pensa che non giudicano i libri nemmeno dalla copertina!- dice, poi mi chiede che faccio in giro. Gli spiego del progetto Beccati questo, Autore! e lui spara roba tipo figo, oppure che storia, stacci dentro e alla fine mi domanda: -Ci sono anche quelle vecchie signore che fumano a nastro guardando i quadri e dicendo cazzate?-
-No, ma ci sono un sacco di ragazze dal culo desiderabile- dico con leggerezza. Annuisce, poi mi mette una mano sulla spalla, mi guarda e aggiunge a voce più bassa: -Senti, non è che mi puoi fare entrare di sgamo, eh?-
 -Ma... l’arte Pre - Odierna non ti ha mai interessato!-
-Vero- ribatte lui, -È ora di rimediare...-
Gli faccio vedere il pass che porto appeso al collo. -Non vogliono estranei tra i piedi, solo gente autorizzata. E se inciampi in un’opera insostenibile di Spismisk?-
-Starò attento!-
-No-



Ci fissiamo in silenzio, poi Fabri dice con un tono lugubre: -Mi devi un favore-
-Cosa?-
-Mi devi un favore. Ti ho prestato la velomobile per andare al concerto dei Simmetrix-
È vero. Gli avevo riportato il veicolo infangato e col sartiame aggrovigliato di peso.
-Ok, ok. Sei stato un grande, ma ora è diverso...-
-E quella volta che ti ho prestato novecentomila idrodollari per-
Passa uno zerociclo lanciato a velocità folle e lo spostamento d’aria ci scompiglia i capelli. -D’accordo!- urlo per sovrastare il rumore, -Lo ammetto: sono in debito!-
Fabri si sistema la pettinatura strana con un gesto di trionfo. Sbuffo a denti stretti e penso velocemente a qualcosa per limitare i danni. Dico: -Regola uno: se qualcuno ti rivolge la parola, non parlare, annuisci in modo vago. Due, stammi appiccicato, non toccare nulla. E poi stiamo solo dentro una mezz’oraminuto, OK?-
-Chiaro- risponde lui con un’alzata di spalle.
Mi fa un saluto e si incammina per Via dei Graffiti Primitivi. Gli urlo dietro: -Portati un quaderno, un pezzo di carta, qualcosa per fare finta di essere un Autore!-
-Stai tranqui-, ribatte lui senza voltarsi.


Alla Galleria Osmosi, Fabri si pre - senta con un’agendina di Hello Kitty in mano.
-E quella?- gli chiedo.
-È il diario di mia sorella Awa- spiega, -Per sembrare un’Autore, no? In casa non ho trovato altro-
Ci infiliamo nella Sala Espositiva X protetti dall’oscurità di una performance in atto, a una certa distanza dal pubblico e da chiunque possa notarci.


-Che fanno quelle tipe?- chiede Fabri.
-Le ragazze stanno mimando il non-niente, infatti l’opera insiste sul concetto di boiata allucinante e-
Mi interrompe dicendo: -Mi sa che mi sono innamorato di quella con la maschera antigas-
-Ma hanno tutte la maschera antigas!-
-Appunto. Senti devo andare a pisciare, dov’è il bagno?-
-Alle tue spalle, a sx dopo il guardaroba. Torna subito, porca gioia!- bisbiglio guardandolo allontanarsi. 

mercoledì

ALESSANDRA MUSSOLINI: ATTRICE, FASCISTA, MODELLA, CANTANTE, POLITICO E... PITTRICE!

Non ora e non alla Galleria Osmosi


Seduto su due piedi qui con te ti parlerò di Alessandra yeah! L'abbiamo consciuta per le sue opinioni sobrie sugli omosessuali e per le origini fascistone di cui ama vantarsi (suo nonno paterno fu un famoso quanto ridicolo dittatore nel '900 del calendario umano). Tra una sbroccata in parlamento, un saluto alla zietta Sophia Loren e una pre - senza in tramissioni spazzatura le sue toste giornate filavano così. Wow, che fissa ogni minuto, si insinuava in Alessandra il pallino della Pittura!


Invece delle sedute analitiche di cui potrebbe avere bisogno, ha scelto l'azione terapeutica della pittura. È qualcosa che parte da dentro in costante aumento, anche violento YO! che porta allo scontro! Le opere di Alessandra, infatti, raccontano una solitudine, un vuoto, un'anima. Non sappiamo se sono quadri Pre - Odierni, ma di sicuro parlano della vita: poca realtà su un mare di astrattismo, un lirismo insostenibile che ci riempie di ecc ecc.
Se questa è la vita che fanno a Ro-ma, per me, mm-mh, poi tanto male non è!



Ehi, questa è la maxi storia di come, in omaggio alla sua gloriosa ascendenza, pubblichiamo le opere capovolte sottosopra. In attesa di averla qui a Dinosauria, a pre - sto Alessandra!

Essication Johnny, ore 18:47

domenica

CHUCK PALAHNIUK

OVVERO LA PREVEDIBILE PALLOSITA' DI UN CIUCCO PALANIUCCO



Diario di un giovane Tony Inaudito, lunercoledì prima di adesso

Ciao diario,

volevo parlarti una delusione stronza che mi è capitata. Come un coglione ho letto Dannazione e Sventura, i nuovi romanzi dello scrittore kulto. Per fortuna che li ho presi in pre-stito all'Ominioteca Cartacea di Dinosauria! Non mi sarei mai perdonato di aver gettato nel cesso degli idrodollari sonanti della mia paghetta, che cacchio! Per me Chuck è bello che finito, e mi dispiace perché l’ho letto tremendamente e ho sudato e ansimato con i sui libri. Ma di lui (a parte lui) non rimane che il non niente, e l’ostentazione a rimarcare il proprio stile ipnorico ecc ecc che l’ha reso famoso. Peccato che i contenuti, i temi e le filosofie dissacranti di Fight Club e Cavie siano fottutamente estinti. Trovo insostenibile come cerchi di starci dentro, al passo coi tempi, semplicemente citando twitter e un po’ di linguaggio gergale "virgolettato" post internet o frasi da bacheca del social network...
 E ora ha fatto pure i testi per un grafico novello che è il sequel del suo capolavoro della madonna. Lo leggerò..? Manco per idea! Butta lì qualche genialata alla boia, ma la mancanza d'ispirazione si avverte alla grande, allunga il brodo a nastro e una storiella in croce diventa una trilogia spaccapalle! Un tot di pagine un po' banali o misere che mi portano a pensare: "Chucky, non ti sembra di dire sempre le stesse cose???"


Ora ti saluto, diario! A pre - sto!
il tuo amico Tony, ore 10:32

sabato

UN GIOVANE AGENTE +

Per tirare su un po’ di soldi, da prima di adesso collaboro con una rivista underground chiamata Combustione Spontanea Fottuta. Il caporedattore è Bruno Bassi: faccia unta e flaccida, suda in continuazione ammorbando l’aria circostante. In pratica è un becero alcolizzato in attesa del terzo infarto. Mesi fa, quando mi ero proposto come freelance, (paga minima, elevato stress) speravo di farmi notare con il mio stile ironico e onirico, e invece sono finito a gestire i pazzi che ci scrivono alla Posta dei lettori, comporre Recensioni su film inesistenti e brevi trafiletti anonimi sui Fatti insostenibili ma veritieri. Correggo anche le bozze, che cazzo.


Riunione di redazione nel basso seminterrato della casa di Bruno, dense volute di nicotina si sfilacciano sotto una spietata luce al neon. Gli altri scrittori della rivista sono seduti intorno al tavolo sudicio ingombro di carte, bottiglie vuote e posaceneri stracolmi di sigarette velenose. Dobbiamo impostare il numero 35 di Combustione Spontanea Fottuta.
Ora Bruno sta litigando ferocemente con Luigi Caroli: secco e alto, calvizie che avanza inesorabile, cravatte psichedeliche. I suoi articoli di Politica Anti-Attuale sono un groviglio di errori e farneticazioni che mi fanno impazzire dal dolore quando li correggo.
Vicino a loro c’è Marco Remedios Rametti: braccia da atleta su un corpo minuto, barba nera. Segue la sfuriata con interesse morboso, sperando che i due si trafiggano con qualche oggetto appuntito. La sua competenza è Economia Post-Manageriale, fluttuazioni del mercato degli idrodollari, percentuali di profitto per poser, modi per farla franca durante un pignoramento psichico e altri casi ipotetici assolutamente incomprensibili.
All’altro capo del tavolo siede Franco Emme, stravaccato duro. Smilzo e angoloso, indossa occhiali da sole a specchio e una T-shirt sbiadita dei Simmetrix. Disegna le copertine, impagina gli articoli con la tecnica del cut-up e graffia vignette di un umorismo altolocato per la rivista, mentre completa il suo progetto personale di un graphic novel incentrato su un rapper in esilio.
L’unica donna del gruppo è sistemata sulla poltroncina malandata alla mia sinistra. Nessuno conosce il suo vero nome, si fa chiamare Zero. È una tipa magra con delle belle gambe e un culo desiderabile. Anche il viso non è male: occhi verdi, naso delicato, capelli neri, ma l’effetto generale è guastato da una smorfia di disgusto perenne che le deturpa le labbra. Si occupa di Ecologia Estrema, Lettere minatorie in rima e cura anche la Rubrica di cucina per sopravvissuti a una guerra nucleare. Le ricette spiegano come ricavare piatti gourmet da topi e scarafaggi o altra roba immonda recuperata dalle rovine delle metropoli bombardate. Una volta l’avevo invitata a prendere un drink insieme, ma lei mi aveva semplicemente soffiato una nube di fumo in faccia. L’avevo interpretato come un NO.

–Sveglia scemo!– urla Bruno con la sua voce catarrosa. –Ho un incarico per te–
Un incarico? Mi sistemo sulla sedia leggermente stupito, e lui riprende: –Nel Distretto Idrico, un certo Autore inaugura la Galleria Osmosi. Nel loro manifesto c’è scritto: “non solo arte Pre - Odierna, emettiamo fumo, luce, cazzate allucinanti vissute in quel gesto”. Sono premesse retronteressanti, no? Pare che ABO presenzierà, che Spisminsk esporrà le sue opere pallose e sublimi. Plastification Timoty sarà presente, di sicuro si sbronzerà rendendosi miserabile. E questo è terreno fertile per la letteratura!–
Lancia attraverso il tavolo un tesserino plastificato. –Ti ho procurato un pass, un tizio del loro ufficio stampa mi doveva un favore. Gira. Osserva. Parla con tutti. Preleva impronte, dicerie, capelli, testimonianze, secrezioni organiche a tua discrezione. Avrai uno spazio fisso su Combustione Spontanea Fottuta, con la tua firma bella grande ma devi tirarmi fuori una storia su Autore e i tizi della P - O Crew... una storia andergraund, dio madonna!–
Afferro il tesserino, studiandolo tra le mani come se fosse un manufatto alieno.
Franco Emme alza le sopracciglia in un cenno dubbioso ma Caroli si sporge verso di me per congratularsi: –Complimenti. È un’ottima occasione per un giovane motivato!– poi, cambiando espressione in modo inquietante, sibila tra i denti: –Demolisci il dannato ego dall’interno, porco bastardo!–
Lo ringrazio comunque, sospirando. La mia rubrica si chiamerà: Beccati questo, Autore! Un’idea di Bruno, che mi rassicura: –Se quello ci denuncia, le vendite di Combustione salgono come un missile–

Agente +, ore 00:43

"Tutti i baci e le cromìe sanno di atomo gelato" - un racconto di Martin Spismisk

Più o meno alle 11, Lucille, notava che il suo party procedeva bene, e aveva appena sorriso a Jack Delroy. Si sforzò di gettare un’occhiata nella direzione di Edna Phillips, che dalle otto di sera sedeva nella grande poltrona rossa, fumando sigarette e mandando saluti e guardando un uomo che non era infastidito dall’ essere guardato.
Edna era tranquilla, Lucille sospirò profondamente e lavorando a maglia,  con il guardafisso girava per la stanza, tra i giovani rumorosi che aveva invitato a bere lo scotch di suo padre.
Allora rapidamente sfrecciò verso il punto dove era seduto William Jameson Junior, pungendosi le unghie e guardando la piccola biondina seduta per terra con tre giovani di Rutgers.

- Ciao, - disse Lucille, stringendo il braccio di William Jameson.
- Vieni, -  disse. - C’è qualcuno che vorrei presentarti.
- Chi?
- Quella ragazza.
 E Jameson la seguì attraverso la stanza, muovendo nervosamente il pollice della mano.
- Edna cara, - disse Lucile - Sono lieta di presentarti Will Jameson.
Will - - Edna Phillips. O hai gia trovato due ragazzi?”
- No, - disse Edna, guardando quel naso largo di Will, quella bocca floscia e quelle spalle strette.
- Sono davvero lieta di conoscerti, - gli disse lei.
- Lieto di conoscerti, si” replicò Will, contrastando mentalmente Edna dal resto delle bionde che traversavano la stanza.
“ Will è davvero molto amico di Jack Delroy” riferì Lucille.
“ Non lo conosco così bene” disse Will Jameson.
“ Bene. Lo beccherò. Ci becchiamo dopo!”
“ Con calma!” Edna disse dopo di lei. “ Allora, perché non ti siedi? ”
“ Beh, non so,” disse Will  “ Starò seduto tutta la notte, tipo.”
“ Non sapevo che sei amico di Jack Delroy” disse Edna. “ E’ una persona grandiosa, non trovi? ”
“Yeah, lui è un tipo a posto, suppongo. Non lo conosco così bene. Non ho mai girato con la sua gente.”
“ Oh, davvero? Penso di aver sentito Lucille dire che tu eri un suo buon amico.”
“ Si, lo ha detto. Solo non lo conosco cosi bene. Veramente dovrei andare a casa. Dovrei fare un tema per lunedì. Davvero non sono stato ancora a casa, questo week end.”
“ Oh, ma la festa è ancora giovane! ” disse Edna. “ Il busto della notte! ”
“ Il cosa? ”
“ Il busto della notte. Intendo che è ancora così preso.”
“ Si,” disse Will Jameson “ Ma comunque devo andare. Devo fare questo tema. Veramente. Questa settimana non sono tornato a casa per niente.”
“ Ma è cosi presto, voglio dire!” disse Edna.
“ Si, lo so, ma - -”
“ Ad ogni modo, su che cos’è il tuo tema?”

Improvvisamente, dall’ altra parte della stanza, la biondina strillò, scoppiando a ridere, e i tre giovani di Ruteger si unirono a lei ansiosamente.

“ Ho detto, ad ogni modo, su cos’è il tuo tema? ” ripetè Edna.
“ Oh, non lo so.” Disse Will Jameson. “ Su queste descrizioni di alcune cattedrali. Queste cattedrali in Europa. Non so.”
“ Bene, intendo, cosa devi fare? ”
“ Non lo so, suppongo che debba criticarle, tipo.”

Ancora una volta, la biondina e i suoi amici se ne uscirono con uno scoppio di risa.

“ Criticarle? Oh, allora le hai viste?”
“ Viste cosa? ” disse Jameson.
“ Queste cattedrali.”
“ Io? Diavolo, no.”
“ Bene, intendo come fai a criticarle se non le hai mai viste? ”
“ Oh. Si. Non sono io. C’è questo tizio che scrive. Credo di criticarle attraverso quello che ha scritto, tipo.”
“ Mmm. Capisco. Suona dura.”
“ Che dici? ”
“ Dico che suona dura. Lo so. Ho lottato con questa roba, quando ero una pollastrella.”
“ Già.”
“ Chi è il topo che l’ha scritto? ” disse Edna.

Arrivò un’altra ondata d’esuberanza dal punto in cui si trovava la biondina.

“ Cosa? ” disse Jameson.
“ Ho detto chi l’ha scritto? ”
“ Non lo so. John Ruskin.”
“ Oh, ragazzi,”  disse Edna “ Sei nella melma! ”
“ Che dici? ”
“ Dico che sei nella melma. Intendo dire che è roba difficile.”
“ Oh, già. Suppongo anch’io.”
Edna disse “ Chi stai guardando? Conosco molta gente che è qui stanotte.”
“ Io? ” disse Jameson. “ Nessuno. Pensavo che forse mi prendo un drink”.
“ Hey, mi hai tolto le parole  di bocca. ”
Si alzarono simultaneamente. Edna era più alta di Jameson, e Jameson era più basso di Edna.
“ Penso,” disse Edna “ Ci sia qualcosa, fuori, sul terrazzo. Qualche tipo di droga. Ad ogni modo. Non sono sicura. Possiamo provare. Fà  sempre bene, prendere una boccata d’aria fresca.”
“ Giusto.” Disse Jameson.

Si spostarono verso il terrazzo, Edna si strinse leggermente nelle spalle e spazzò via la polvere immaginaria di quello che le era successo in giro, dalle otto di sera. Jameson la seguì, guardando oltre e rosicchiadosi il dito indice della mano sinistra.
Per leggere, cucire, fare parola crociate, il terrazzo degli Henderson era male illuminato.
Premendo leggermente, attraversò la porta a vetri e Edna  si rese conto quasi subito delle parole sottovoce che arrivavano da un punto nei dintorni.
Ma lei camminò dritta verso il fronte del terrazzo, si inclinò pesantemente sulla ringhiera bianca, inspirò profondamente, poi si voltò e cercò Jameson con lo sguardo.

“ Ho sentito che qualcuno parlava.” Disse Jameson, unendosi a lei.
“ Shhh...non è una notte meravigliosa? Fa’ un respiro profondo.”
“ Yeah. Dov’è la roba? Lo scotch?”
“ Aspetta un secondo,” disse Edna “ Fai un respiro profondo. Appena uno.”
“ Gia, lo faccio, Ma forse è già finito.” La lasciò e s’avvicinò ad un tavolo. Edna si girò e lo guardò.
Per lo più vide una silhouette, vide lui sollevarsi e prendere posto al tavolo.
“ Non lasciarmi!” la chiamò indietro Jameson.
“ Shh ... non cosi forte. Vieni un attimo qui.”
Lui andò da lei.
“ Cosa c’è?” chiese lui.
“ Dai un occhiata al cielo.” Disse Edna.
“ Yeah. Posso sentire qualcuno che sta parlando da molto lontano. Tu no? ”
“ Tu sei ligneo.”
“ Che vuol dire ligneo? ”
“ Alcune persone,” disse Edna “ vogliono esser sole.”
“ Oh. Yeah. Anch’ io.”
“ Non così forte. E poi come può piacerti, se c’è qualcuno che ti coccola?”
“ Si, di sicuro.” Disse Jameson.
“ Penso che ucciderò qualcuno. Tu non vorresti farlo? ”
“ Non lo so. Sì. Suppongo.”
“ Ad ogni modo, cosa fai per la maggior parte del tempo, quando sei a casa nei week end?”  chiese Edna.
“ Io? Non lo so.”
“ Pianti la vecchia, selvaggia avena, eh? ”
“ No.” Disse Jameson.
“ Lo sai. Ci giri intorno. La roba del college.”
“ Naa. Non lo so. Non molto, cioè.”
“ Ne sai qualcosa.” disse Edna inaspettamente. “ Mi ricordi un pò quei ragazzi con cui giravo la scorsa estate. Intendo il tuo modo di vedere le cose e tutto. E Barry era quasi esattamente come te. Lo sai. Asciutto e muscoloso.”
“ Sì? ”
“ Mmm. Lui era un artista. Oh, signore!”
“ Di cosa parli? ”
“ Niente. Solo non dimenticherò mai di quella volta che voleva farmi un ritratto. Mi diceva sempre - serio come il diavolo, anche - Edna, non sei una bellezza conforme agli standard convenzionali, ma c’è qualcosa nel tuo viso che voglio cogliere. Disse cosi, serio come il diavolo, intendo. Bene. Ho posato per lui solo una volta.

“ Già,” disse Jameson. “ Hey, posso andare dentro e portarti fuori qualcosa? ”
“ No.” Disse Edna “ Abbiamo giusto una sigaretta. E’cosi bello, qui fuori. Voci appassionate e tutto...”
“ Prendo qualcosa  dall’ altra stanza, credo.”
“ No, non rompere l’atmosfera,” gli disse Edna “ Ho qualcosa di bello, qui.” Aprì la borsetta e tirò fuori un piccolo astuccio nero con  incastonato un diamante artificiale. Lo aprì e offrì una delle tre sigarette a Jameson.
Prendendone una, Jameson osservò che doveva davvero andare a scrivere quel tema per lunedì.
“ Oh,” disse Edna tirando una boccata dalla sua sigaretta, “Sta finendo cosi presto. Ad ogni modo, hai notizie di Doris Leggett? ”
“ E chi è?”
“ Terribilmente bassa? Piuttosto sul biondo? Gira con Pete Ilesner? Oh, devi averla vista. Era seduta per terra e rideva a voce altissima.”
“ La conosci?” disse Jameson.
“ Beh, più o meno, “ gli disse Edna “ Non abbiamo mai girato moto insieme. La conosco per lo più dalle cose che Pete Ilesner mi diceva.”
“ Chi è lui? ”
“ Pete Ilesner? Non conosci Pete? Oh, è un gran tipo. Ha girato con Doris Leggett per un pò. Secondo me, lei è stato un magro affare. Scarna. Semplicemente marcia, credo.”
“ Come? “ disse Jameson  “ Cosa vuol dire? ”
“ Oh, beh. Tu mi conosci. Odio dire la mia quando non sono sicura e tutto. Non molto. Solo non penso che Pete voglia bugiarmi. Dopo tutto, intendo.”
“ Lei non è male,” disse Jameson” Doris Liggitt? ”
“ Leggett. ” disse Edna “ Suppongo che Doris sia attraente per gli uomini. Non lo so. Penso che mi piaceva il suo look. Intendo quando i suoi capelli erano del loro colore naturale. Intendo biondi. Secondo me, ad ogni modo, un look è sempre artificiale quando lo vedi alla luce o che. Non lo so. Potrei sbagliarmi. Tutti lo fanno, credo. Gente! Scommetto che mio padre vorrebbe uccidermi se io tornassi a casa con i capelli ritoccati appena un pò! Tu non conosci papà. E’ terribilmente vecchio stampo. Onestamente non so se mi darei una ritoccata. Ma lo sai. Qualche volta fà le cose più pazze. Signore! Papà non è il solo. penso che anche Barry vorrebbe uccidermi se mai lo facessi! ”
“ Chi? ” disse Jameson.
“ Barry. Questo ragazzo di cui ti parlavo.”
“ E’ qui, stasera? ”
“ Barry? Dio, no! Barry posso solo immaginarlo, ad una di queste feste. Si vede che non conosci Barry.”
“ Và al college? ”
“ Barry? Mmm. Si, ci và. A Princeton. Credo che sia uscito nel ’34. Ma non sono sicura. Veramente non lo vedo dalla scorsa estate. Beh, non da parlarci. Alle feste e robe varie, facevo sempre  in modo di guardare da qualche altra parte quando mi guardava. Oppure correvo al bagno o qualcos’ altro.”
“ Direi che ti piaceva, questo tizio.”  disse Jameson.
“ Mmm. Si. Fino a un certo punto.”
“ Non ci credo.”
“ Lasciamo perdere. Preferirei piuttosto non parlare di questo. Lui mi ha chiesto troppo, questo è tutto.”
“ Oh.” Disse Jameson.
“ Non sono una persona esageratamente pudica o chissà cosa. Non lo so. Può darsi che lo sia. Ma ho i miei standard e nel mio piccolo provo di esserne all’ altezza. Faccio il meglio che posso, ad ogni modo.”

“ Guarda,” disse Jameson “ Qusta ringhiera sta tipo scossando.”

“ Non è che io non apprezzi cosa sente un ragazzo dopo che ti ha dato appuntamenti  tutta l’estate e ha speso soldi e non è molto giusto che li spenda in biglietti del cinema e in locali notturni e tutto. Intendo, posso capirlo. Lui crede che tu gli debba qualcosa. Bene, io non la penso così. Credo di non essere fatta in quel modo. Ci deve essere qualcosa di vero, con me, prima.  Tu lo sai. Intendo l’amore e tutto.”
“ Yeah. Guarda, eh. Dovrei davvero andare. Devo fare  quel tema per lunedì. Diamine, dovevo essere a casa ore fa. Cosi penso che rientrerò dentro, prenderò un drink e andrò.”
“ Si,” disse Edna “ Và dentro.”
“ Te non vieni? ”
“ Tra un minuto. Và avanti.”
“ Bene, ci vediamo” disse Jameson.

Edna si spostò verso la ringhiera. Accese la sigaretta che era rimasta nel suo astuccio. Dentro, qualcuno aveva acceso la radio, o il volume era improvvisamente aumentato.
Una ragazza cantò e la sua voce si sgranò durante il ritornello di quella nuova canzone  che tutti i ragazzi delle consegne iniziavano a fischiettare.
Nessuna porta fa rumore, sbattendo, come una porta a vetri.
“ Edna! ” salutò Lucille Henderson.
“ Hey Hey,” disse Edna  “ Ciao Harry.”
“ Che si dice? ”
“ Will  Jameson è dentro,” disse Lucille. “ Portami un drink, ti va, Harry? ”
“ Certo.”
“ Cos’è successo? ”  voleva  sapere Lucille. “ Tu e Will  Jameson  avete già finito di parlare? Frances e Eddie sono andati via? ”
“ Non lo so. Se n’è andato. Aveva molto lavoro da fare per lunedì.”
“ Bene, proprio adesso, è dentro, seduto per terra con Doris Leggett. Jack Delroy le sta versando delle noccioline. E Frances e Eddie sono andati.”
“ Il tuo piccolo Will Jameson è proprio un tipo.”
“ Si? Come? Che vuoi dire? ” disse Lucille.
Edna diede un colpetto col labbro se scrollò la cenere della sigaretta.
“ Ti ha presa in giro? ” disse Lucille.
“ Will Jameson? ”
“ Bene,” disse Edna  “ Io sono tranquilla. Posso soltanto tenere quel tizio alla larga? ”
“ Mhm. Vivi e  impara,” disse Lucille. “ Dov’è quell’ ebete di Harry? Ci becchiamo dopo, Edna.”

Anche Edna entrò dentro, quando finì la sigaretta. Camminò veloce, salì i gradini verso quella zona spoglia della casa, che era della madre di Lucille.  Mani giovani accendevano sigarette e si bagnavano tenendo whisky con acqua in bicchieri di vetro. Rimase di sopra per  circa venti minuti. Quando scese, tornò in soggiorno.
William Jameson Junior, un bicchiere nella mano destra e  le dita della sua mano sinistra in bocca, sedeva pochi posti vicino alla biondina.
Edna si sedette nella grande poltrona rossa. Nessuno l’aveva occupata. Aprì la sua borsetta e prese il suo piccolo  astuccio nero incastonato con il finto diamante ed estrasse una delle dieci o venti sigarette.
“ Hey! ” Chiamò lei, scrollando la sigaretta sul braccio della poltrona rossa.
“ Hey, Lu! Bobby! Trovate qualcosa di meglio alla radio! Chi potrebbe ballare, con questa cavolo di roba? ”

mercoledì

PRE - ODIERNO: UI UONT IU!

Dinosauria, non:ora
Tra qualche tempo noi della Pre - Odierno Crew saremo impegnati a non essere qui, e quindi chiediamo a voi, infedeli lettori di un blog, di scrivere al nostro posto!

Gli articoli di interesse Pre - Odierno e Ante Attuale, possono essere corredati da immagini a vostra discrezione (rigorosamente inedite, plagiate o modificate)
Temi ammessi: tutti.
Limitazioni: nessuna.

Quando raccoglieremo abbastanza post, li pubblicheremo in una sequenza discontinua e allucinante, con link ai vostri siti o blog.  

Mandate le vostre proposte a: dissensocognitivo@yahoo.it

Seguono le traduzioni fatte da Google in modo indecorso: