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lunedì

SCUSI, NON SONO UN BLOGGER MA UNO DI QUELLI DEL P - ODIERNO

 


Caro Autore,

ci siamo distratti un momento e sono passati 7 anni, ma per Agente + sono sembrati 7 secondi.

Giusto il tempo di pre - ndere la parola attraverso un amato/dimenticato blog, tra una doom scrollata e l'editing di un video in cui stronchiamo i libri atrofici di DinDonDan DeLillo o i tuoi, eccoci non qui.

ARTE SCULTOREA


Potremmo fare scrivere questa roba alla AI? Forse l'abbiamo sempre fatto e probabilmente tu l'hai sempre non saputo, come quella volta che ci hai provato di peso con la cantante Mono e lei ti ha scagato di peso perché era in fissa persa per non mi ricordo manco cosa, cazzo>!


GATTO GIUDICANTE


Ma c'erano serie di quadri di M.N. dipinti negli anni novanta, dai titoli arroganti, Rinverdire il Classico, Arrossire. Ad un certo punto, PRE-O Crew donò -come oro colato dall'alto- dei Cut-up visivi: Rinverdire Neri, Il Green Annerire, Make Cervia Grey Again. Omrik Chaddi le vide per 3 millisecondi e disse: "Conosco, conosco...", intorno a lui non c'era null'altro che il niente o, forse, una sorta di proscenio osceno con la facciata fasulla di un grattacielo Art Deco Brico alto 350 metri.


E' QUESTA

...

Ora ti dobbiamo lasciare, importanti ecc ecc ci attendono su al Bunker della P - O Krew. Se provassi timore al pensiero che il prox post potrebbe essere droppato tra un tot di anni, non farti problemi a clikkare sulla X che trovi al centro del nostro sito gemello www.it


Ne trarrai un enorme veneficio


Dinosauria Est, ore 15:57



martedì

▼ EDIZIONI OSMOSI : Un geyser di umiltà


Ma allora ... come ha fatto Pre-Odierno a secernere le Edizioni Osmosi ?  Cerchiamo di capirci qualcosa. 

Questo sontuoso & borioso volume, raccoglie il tipo di immagini che hanno fatto la "storia marcia" del blog su cui sei adesso :





Oltre a questi Travasi visivi, il volume "PRE-ODIERNO" raggruppa anche Raccontacci, Frasi prese dalla strada, Fumetti da due lire e poco, pochissimo altro.  Dopo ti spiegheremo  anche come spendere soldi per averlo.

Passiamo ora all' altro volume gettato alle stampe da Edizioni Osmosi. Un lavoro di Dissenso Cognitivo, crew di vraiter che ha fatto della sciattezza visiva la loro punta di diamante.



"SuperOdio" raccoglie senza ritegno disegni anamorfici, pensati apposta per questo libro.  Dimenticata per un attimo la street-art e la parcheggio-art,  Dissenso si concentra sulle sue ossessioni visive e olfattive.  

E ora diamo un occhiata alla pagina dei ringraziamenti, non poteva mancare la piacevole menzione a Pre-Odierno crew, ma ...



ma ...  quando mai P-O è stata una crew? Qualcosa inkongrue, il senso d' instabilità cresce.  Cerchiamo di andare con ordine. 

Pre-cedentemente a SuperOdio c'era SuperTranquillo, rivista di fumetti d'autore, fotocopiata usando i guanti da Ovliaf Thoellamin, innocente provocatore nordico. 

Sicuramente Dissenso Cognitivo aveva visto una copia di questa rivista, e il pre-nome "super" rimanda a un immaginario infantile, semplice e complesso.




Insomma, poche palle, come era nato Pre-Odierno?  Ci arriviamo.

Prima di adesso, c'era stato il casuale incontro di Okrim Chadid, sagace autore mediorientale e Ovliaf Thoellamin innocente provocatore.  
L'incontro tra i due fu nella segreteria dell' H-Demia di Arte Industriale. Entrambi erano lì per disiscriversi.  Dialogarono, e uscirono.

Poche ore-secoli dopo, camminando nel centro di Dinosauria Ovest,
trovarono una fiera di pietanze tipiche. 
Notando che uno stand era vuoto, lo occuparono abusivamente per vendere elementi della loro vecchia arte : piccolissimi "kuadrini" raffiguranti volti perlacei e paesaggi inattuali.

Gesto pre-vocatorio che genera un micro scalpore, e la stampa arriva con un fotografo, solo per scoprire che i due non possono impressionare la pellicola nitidamente.
Eccoli mentre stanno sbaraccando via tutto e non concedono interviste.


  
L'immediato successo economico non ha placato la loro famelica sete, e la sera stessa, in un centro asociale, avviene questa scena.

Okrim, ubriaco, mentre rotola su un tappeto : "Merda, apriamo un blog."

Ovliaf, obnubilato perso, in una poltrona di vinile : "Con un titolo?"

Okrim : "Cazzo ne so, fanculo un titolo..."




Aprendo kuesto blog, uscì fuori, come da un rubinetto, tutta la nomenklatura di P-O, il geyser di possibilità, 
il manifesto: Evidentemente non siamo qui, infatti noi siamo lì 
e bla bla bla e...
collaborazioni col gruppo musicale The Simmetrics,
ma anche le strane figure di Autore, di Agente + che, impudentemente, ora ha un volto, su questo libro Osmoticamente editato.


Ah sì, dicevamo. 
Come spendere soldi per avere i nostri libri.
Beh, ti consigliamo proprio di spendere
i tuoi grani in qualcos' altro, amico.
A noi ci piace l'andergraund, ed è lì che restiamo.

P-O  Ore:15.21

▼ Libri giudicati dalla copertina – il caso Bret Easton Ellis

– Oltraggioso - l' omonima rubrika nata su questo blog -
è stata trasposta in forma di video - come se una serie di
fotogrammi a scorrimento potesse dare l'idea del movimento - eccetera –


Scenografia : Stanley Embrione
Montaggio : Tony Tonico
Fotografia : Plastification Timoty
Tecnico dell' audio : Mario Schifato
Produttore : Okrim Chadid
Troupe: The Simmetrics

Girato a Dinosauria Est,  prima di adesso.

venerdì

SCUSA, MA TU SEI UNO IUTUBER? (seconda parte scritta dopo di prima)




Gentile incauto/re,

prima notte nella casa nuova, giusto? e poi dritti a Tyrannosauria per macinare la propria celebrità.

Eremitaggio e mondanità per un Autore.

Notizia: Spispmisk della Galleria OSMOSI ha definito la mia scrittura "sciatta" e questo mi ha riempito di una gioia pura e scintillante che sgorgava come da un rubinetto rotto! (notare il punto esclamativo)
Un altro editor si lamentava di non so quale monoblocco in un mio scritto, pre-poneva cambiamenti che ho mercanteggiato e strappato le mie condizioni.

Questo è il margine di manovra della felicità, piccoli movimenti curvilinei come le traiettorie di un parcheggio assistito.



QUESTA E' LA LETTERATURA CHE STO CERCANDO, ma a qualcuno non interessa: lui vuole una scrittura descrittiva e capibile, ricca di sovrastrutture e pre-sentazioni di Xsonaggi subito all'inizio di un racconto e questo è palloso, inoltre è tassativo: si scrive in 3°persona singolare, narratore esterno onniscente, tempo passato. ma io non sto cercando questa letteratura e per me è un'AGONIA scriverla così. 
Io amo scrivere in 2°persona plurale, narratore incosciente, tempo futuro. c'è spazio per il mio libro in questi termini?


Ora bevo birra sul balcone, sono in mutande e scrivo. Che voglia mimare un certo Buk?



Autore si sentiva umile, prostrato, ma la lattina tintinnò sui suoi incisivi con un suono molle e cavernoso; subito dopo l'effervescenza birrosa inondò il suo palato. Sudava e, nonostante la quiete apparente -solo un motore fuori giri vibrava nella calura- provava una sorta di tensione. Alla sua immediata sinistra il sole disegnava losanghe abbacinanti sul pavimento di piastrelle di arenaria chiara, anche la ringhiera, azzurra e adatta ad una residenza estiva, riluceva del medesimo calor bianco. Egli si risciacquò la bocca con un altro sorso di birra: quante ne avrebbe stappate prima della fine del suo romanzo? Era una domanda alla quale non sapeva rispondere. Prese in mano il nuovo libro di A. Baricco "Mr Gwyn", lo sfogliò rapidamente e lo spostamento d'aria provocato dalle pagine, gli procurò un certo ristoro. Lo soppesò in mano: era leggero, il font era enorme, e il prezzo? Non poteva sostenerlo. Pensò che il bastardo aveva avuto una buona idea -i ritratti scritti di persone- ma, e questo non poteva proprio tollerarlo, da ogni riga trasudava la consapevolezza, la boria che scorreva come una scritta sul tabellone luminoso del dirigibile della Good Year; che recitava incessante: IO SONO ALESSANDRO BARICCO, BECCATEVI IL MIO NUOVO LIBRO.



Ma ora sono dolcemente rassegnato: presto i ricordi dell'Autore finiranno, ora come ora, infatti, non è più possibile produrne di nuovi, e così finirà anche il suo proposito di letteratura, e potrò dare il prolungato addio che merita e relegarla, insieme già alla poesia - la prima a soccombere -, il disegno e la pittura. e dedicarmi esclusivamente al balletto e al teatro.



Un mio amico vuole scrivere un romanzo ambientato sulla Luna ma non lo vuole scrivere di notte nè soffrire per farlo, io gli ho chiesto se voleva scrivere anche i miei racconti così da emanciparmi, ma lui dice che prima deve finire il praticantato da un commercialista.

cordiale,

Agente +, Dinosauria dieci minuti dopo di prima

sabato

UN RACCONTO DI AMORE

Un Punk marcio duro ama una Principessa erede al trono.
Il Punk si intrufola quasi ogni sera nel Palazzo Reale e suona serenate elettriche, sfasciando chitarre sotto il balcone di lei. 
Al culmine dell’esaltazione amorosa, e al limite del coma etilico, scrive frasi d’amore posizionando lattine di birra e bottiglie vuote sul pavimento del cortile del Palazzo, guadagnandosi gli sguardi sognanti della Principessa.
Tutto sembra andare alla grande per la giovane coppia ma il Re, assai stufo del pretendente molesto, ordina alle Guardie di catturare il Punk innamorato e, senza perdere tempo, lo fa  impiccare nella piazza più grande della città. Nell’immaginario popolare, mentre i corvi banchettano con il cadavere del ribelle borchiato, quel Punk diviene il simbolo dell’amore impossibile e disperato. Orde di teenager con scompensi ormonali venerano la sua tragica memoria comprando maglie e spillette che ritraggono la sua faccia pallida e malaticcia. Questi giovani, queste migliaia di adolescenti visionari, una volta consci della propria forza e del proprio numero, assaltano la dimora reale con una scarica incontrollabile di violenza romantica.
Il Re e la Regina vengono brutalmente uccisi dalla folla inferocita e appesi per i piedi alle mura del Palazzo Reale. La Principessa si rifugia in una vicina nazione Repubblicana, reinventandosi come ospite fissa e opinionista in un talk-show televisivo. ​Ogni domenica pomeriggio sul canale TV nazionale, la Principessa frigna, sbraita, insulta gli ospiti e litiga con il pubblico.Il regista dello show vede in lei una futura conduttrice e, mentre se la scopa nei camerini, le consiglia di sforzarsi di piangere di più quando passano in sovrimpressione le foto del Punk, perché gli ascolti si alzano di brutto. Tony Inaudito PRE - O 18:08


domenica

AGENTE + VS GIUSEPPE VERDI: RIGOLETTO 4EVER


Fabri e suo padre mi passano a prendere con la Velomobile famigliare. Arrivano in ritardo. Durante tutto il tragitto nessuno dice una parola, si sentono solo gli scricchiolii del fasciame. Arriviamo a Skuola. In classe vedo tutti un po’ esaltati e non capisco perché. La mia compagna di banco, Mariqa, mi dice: “Oggi andiamo al Teatro 222 a vedere le prove del Rigoletto! Non te lo ricordavi? Ci hanno fatto tatuare l’avviso lunedì scorso”.
Dico: “Ma checazzo! Non ci faranno mica saltare Antologia AntiAttuale?”. Fabri annuisce mangiandosi le unghie. Dopo, la Prof ci accompagna fuori e camminiamo per diecimila megamillimetri fino al Teatro 222.
Entriamo.



Dentro c’è roba antica tipo milleottocento: colonne, lampadari, tappeti, poltrone, balconi. E poi davanti al palco c’è una specie di cratere in cui stanno i musicisti con i loro cazzo di strumenti. La sala è piena di gente della nostra Skuola, delle guardia-teatro con la faccia seria, altri tizi con la cravatta. Mentre la Prof ci sta facendo sedere, ci piazziamo il più lontano possibile.
Fabri si toglie il giubbotto e lo butta sulla poltrona di fianco per occuparla. “Così quei deficienti della 3°Y non mi stanno appiccicati”, dice. Dalla mia parte invece, si siede una nostra compagna, Elixabetta Bollani, che mi guarda disgustata. Sposto il gomito dal bracciolo per non toccarla neanche per sbaglio e in quel momento le luci si spengono del tutto. Si sente bisbigliare e ridacchiare poi entra il direttore dei musicisti e tutti applaudono, lui saluta e inizia a gesticolare con la bacchetta. Parte la musica sinfonica con violini a palla e si apre il sipario su una mega casa nera: sul tetto ci sono ballerine abb. fighe, giocolieri e acrobati. Giù ci sono un nobile grasso e la sua corte, il Rigoletto, sua figlia, un pirata e tutti cantano. Uno scaglia una maledizione, ma non so perché. 



Dopo un bel po’ la tenda del sipario si chiude e tornano le luci.
“Non si capiscono le parole!”, sbotta Fabri. 
Elixabetta Bollani ci sibila con disprezzo: “Non avete portato gli appunti che ci ha serigrafato la professoressa? Le ho distribuite ieri!" 
Fabri le risponde: “Stai zitta, spiona!”, poi parla in tono cospiratorio e indica il pavimento: “Guarda qua cos’ho scoperto…”. Sotto i suoi piedi c’è uno stemma, sarà grande come un pizza, incorniciato da un anello di metallo dorato, e quando lui ci infila le dita sotto, si solleva leggermente. “Questo Cerchio mi sa che me lo porto a casa. Quando ti faccio il segnale, tossisci, così copri il rumore”.
Le luci si spengono di nuovo. Fabri mi tira delle gran gomitate e io scatarro per mascherare il rumore che fa per scardinare l’anello dal pavimento, ma gli dico a bassa voce: “Basta! Mi stai spaccando le costole!”. 
Del secondo atto non capisco quasi niente: la figlia del Rigoletto viene rapita, e lui viene sfottuto senza pietà dai nobili. 
Le luci si riaccendono per l’intervallo. Fabri mi sussurra: “Ci sono quasi!”.
Ecco il terzo tempo. All’improvviso, da dove sta seduto Fabri, sento un rumore raschiante e poi qualcosa tipo una pentola che sbatte. Lui si immobilizza facendo finto di niente, mentre una spilungona bionda che fa la guardia-teatro si avvicina per ringhiarci nel buio: “Silenzio!”
Appena se ne va, Fabri infila l’anello nello zaino sogghignando: “Missione compiuta. Ho il Cerchio”. Ci rilassiamo infossandoci nelle poltroncine.
Sul palco uno canta un pezzo famosissimo, La donna è immobile, mi sembra. 



Fabri si domanda: “E’ Pre - Odierno?”. Qualcuno da dietro fa SHHHHH, poi la musica si fa forte e tragica, scoppia un temporale con dei flash di luci, la figlia del Rigoletto viene accoltellata, lui lo scopre e urla: La maledizio-neee! 
Sipario, fine.
Il rumore degli applausi sembra pioggia che cade. Quando le luci si accendono definitivamente, vedo un paio di Prof che ci fissano con un’aria parecchio incazzata e infatti, tornati a Skuola, ci becchiamo una nota sul diario: Nonostante i ripetuti richiami, Fabri Fibra e Agente + disturbano il teatro lirico con la loro maleducazione.
Quel pomeriggio cammino fino a casa di Fabri. Ha il Cerchio stretto in mano e dice: “Andiamo nell’unigiardino a provare questo coso”. 



Fuori l’aria è immobile, umida, il sole basso e opaco sopra l'unigiardino che è un rettangolo di erba morente con due palme alte un migliaio di metri. Ci sono file di fiori marci, cerco di evitarli ma Fabri dice: “Pestali pure. Sono di mia mamma”, poi mi chiede: “Chi era il nemico di quel Rigoletto?”.
Gli rispondo: “Il Duca di Dinosauria, credo”. Lui mi guarda dubbioso: “Non era il pirata?”. 
“Boh. Non mi ricordo”, dico restando sul vago.
“Il Duca va bene. Eliminiamolo”. Si mette di fronte alle palme, allarga le gambe, si torce come per lanciare un frisbee ma rimane immobile. Dopo un po’ gli faccio: “E allora?”.
“Aspetta! Lo sto visualizzando…”, risponde lui, poi scaglia il Cerchio con una potenza inaudita, urlando: “MUORI LURIDO DUCA!”.
L’anello vola dritto, colpisce con il rumore di una scampanata e rimbalza a terra. Insieme esclamiamo: “Porca gioia!”.
Ci avviciniamo alla palma per vedere i danni. Il tronco è scheggiato e inciso profondamente, tipo coltellata, e si vede la polpa verde che sbroda resina a manetta. Raccolgo il Cerchio, e lo stringo tra le mani. Guardo Fabri e dico con una certa solennità: “Finalmente il Rigoletto è stato vendicato”.
Agente +, 13:56

giovedì

QUANDO AGENTE + VA A FARE LA SPESA




Aria condizionata gelida lungo la tua schiena e una musica indistinta cola dal soffitto, segmentato e curvo come mani giunte, imploranti. Scivoli tra i canyon di scaffali senza una meta precisa, mentre studi la disposizione delle uscite di sicurezza, delle linee elettriche principali, del sistema anti-incendio, degli accessi al magazzino. Prendi nota dei principali attrattori di clientela, codici colore e loghi. Come una poesia, memorizzi tutto pezzo per pezzo. Osservi le traiettorie dei flussi di persone che convergono verso le dighe delle casse e ti metti in fila come un salmone agonizzante che risale la corrente. 



Cassa 5. Davanti a te c'è la nuca di un uomo con i capelli strani, il suo carrello è colmo di prodotti indispensabili, ma per quanto? La commessa inizia a passare la spesa dell'uomo sul lettore di codici a barre. Guardi il fascio del laser, rosso e scintillante come un orizzonte infuocato dopo l'importazione della democrazia. Vorresti entrare nel cervello di quell’uomo per avvertirlo dell'imminente...

“Buongiorno! Carta Coop?” 
La commessa ti riscuote con la sua voce squillante. Ti accorgi di non avere comprato nulla e così, d’impulso, prendi un pacchetto di caramelle da un espositore vicino. 

“Un idrodollaro e venti” dice la cassiera. 
Paghi, afferri lo scontrino ed esci. L'uomo si è diluito tra la folla. Oltre i grandi vetri dell'entrata principale, gente frettolosa e l’asfalto bollente del parcheggio gonfio di velomobili e pedibus.
Le informazioni che hai raccolto ti frizzano in testa, ti fanno aumentare il battito, ma devi restare calmo. Respiri e rilassi i muscoli. Ti guardi intorno deglutendo a fatica. Dopo qualche miliardo di millisecondo raddrizzi le spalle, stringi gli occhi e sei solo un cliente anonimo, esausto, in bilico tra le doppie porte automatiche.








mercoledì

MARILYN MONROE NON COMPARE IN QUESTO FUMETTO

Dinosauria, epoca Pre

Caro Seguitore,


mi ricordo che un blog era nato anche per Graphic Novel, ma è da un bel po' di tempo prima che non ne visualizziamo! Ti chiedo di scusarli, e una volta fatto, di scrollare in basso con il tuo mousepad per il solito post che ti spiazza. Oggi è una giornata in cui il tuo più grande palpito di emozione è stato un Like della tipa di cui sei segretamente innamorato su una foto postata da Martin Spismisk in cui ti rendi ridicolo rotolando sul pavimento della cucina di Tony Inaudito. La foto in questione è un po' sgranata, ma ti hanno taggato e quindi è ormai inconfutabile. Noi del P - O Gruppo vogliamo affossare/sollevare il tuo umore nell'unico modo che conosciamo:
CON UNA SFERZATA DI 
FUMETTO ANTE-ATTUALE 
IN PIENA FACCIA!!!






Con la speranza che tu possa abbandonare per sempre il famoso network sociale,

Un saluto insoluto
Autore

giovedì

▼ David Foster Wallace, un uomo di.

Un pezzo delirante con uno stile fresco comincia subito 
(negli spazi inserire foto inerenti e non)


Cara annusatrice,

In qualità di Autore, devo dire: MadC vuoi sposarci? Questa è una vraiter che calcia i vostri culetti pallidi e ti fa un pezzo da 100 metri, con sfumature da panico, ma è questa la street art che vorresti nella tua cameretta? E qualcosa del Dissenso Cognitivo? Quelli dipingono pure sugli aquiloni, intanto pensa da quanto tempo non ne fai volare uno.


Si parla di un grande scrittore, lo conoscete?
Non qui e non ora, le sue copertine, quelle di varie edizioni del suo libro d’esordio, sono comparse luccicanti sulle vostre cornee. 



[ Qui sopra, David Foster Wallace, un po' da giovane ]

2007. Autore si era imbattuto accidentalmente in David Foster Wallace, e aveva letto con fremente spasmo un libro chiamato “Brevi interviste con uomini schifosi”. Ma che libro strano! Guarda tutte ‘ste note a fondopagina, questo è quello che stavo cercando!

Poi con un jump cut sfrenato, salta al 2011: in un remoto stabilimento balneare c’è un mobiletto adibito a book-crossing. Di solito grassi best-seller insabbiati stazionano lì per mesi, mentre Autore lavora come un cane rabbioso su quel lido e lui li scaga o li amputa per ricavarne flebili poesie che hai letto posdomani. Alla rapida occhiata, ecco che l’amato DWF risalta come un incendio sulla banchisa artica. Autore lo prende, ne saggia il peso, l’edizione: è un bel calibro della Fandango, copertina spennellata, c’è sopra l’etichetta rossa dello scambio libri, ma ecco Autore che la strappa con un gesto inconsulto, si guarda in giro poi strattona Nella Peeers che si stava riposando un attimo e le dice: “Ficcalo nella borsa, presto”. Lei si accolla il tomo che una volta letto si rivela uno dei libri più densi mai letti, dolce sonda che rimesta il cervello. Vi chiederete se avete mai, prima di allora, provato amore. E la vostra membrana del kuore? Fibrilla come le falangi di un pianista fuori di testa. È "La Scopa del Sistema”.

Poi ci siamo ciucciati le raccolte di racconti, ovvio. E “La ragazza dai capelli strani”? Anche, di brutto. Manca solo “Infinite jest”.
Ma che pena vedere il nostro scrittore saccheggiato appena dopo il suo tragico suicidio, strappandogli dal cassetto il romanzo incompiuto, portato in alto come il vate Nordamericano, ma lui umile, voleva solo scrivere:
 «Cavolo, sono proprio bravo a fare questa cosa. Sono uno strano tipo di falsario. Cioè, posso imitare lo stile di chiunque».

Scrivere a manetta, diciamo 1700 pagine della prima stesura di “Infinite jest” e pure incazzandosi con l’editor perchè la copertina, quella con le nuvolette, gli faceva altamente cagare. Lui voleva una  foto in bianco e nero, del regista di Metropolis che impartisce ordini alle comparse, una roba concettuale e carica di potenza eversiva. Fanculo il grande sogno!




                        [ la foto che David avrebbe voluto ]


In un bel discorso ai giovani laureati del Kenyon College, racconta:
Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all’altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice “Buongiorno ragazzi. Com’è l’acqua?” 

I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, e poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede “Ma che diavolo è l’acqua?”
Altro che le sviolinate di Steve Jobs, David ci dice che non dobbiamo smettere di ricordarci più e più volte: “Questa è l’acqua, questa è l’acqua.”


 by Okrimirko Chadid - Ore 19.29 - "The end is near, but I wanna something"


Krimo, posso aggiungere una citazione?
E' una cosa che ha scritto Don De Lillo, oscuro autore, ma come fosse un padre, per te.

Don ha scritto queste PRE-gnanti parole, sul suo amico :
" ... David lottava contro una forza che voleva portarlo a perdere se stesso. Nella sua scrittura ci sono frasi che sparano raggi di energia in sette direzioni. Giovinezza e perdita. E questa era la voce di David, americana."
Dalla prefazione di "Questa è l'acqua", edito da Einaudi.


▼


"Facciamo una canzone spingendo un pulsante" - Intervista ai The Simmetrics ▼


Caro guardatore,

il gruppo musicale Pre-Odierno The Simmetrics è stato intervistato da
Clifford Smaski su Pre-Odierno Magazine, di cui vedete la copertina sopra.
I Simmetrics hanno svelato qualcosa in meno rispetto al loro processo di scrittura di canzoni. Ecco uno stralcio dell' intervista.

Cliff : La larva cotta è una canzone che ha disturbato parecchie persone...

The Simmetrics : Si, ne siamo molto fieri. Disturbare è meglio che lasciare indifferenti.

Cliff : Quali sono le vostre influenze?

The Simmetrics : Le influenze non sono musicali, sono più che altro fotografiche. C'è una fotografia scattata da Okrim Chadid che ha accelerato delle connessioni.

Cliff:  Adesso magari mostriamo questa foto per i lettori...


The Simmetrics : Si ecco, Okrim ha partecipato con questa fotografia a un concorso, è stato selezionato e lo hanno fatto esporre in una mostra collettiva. Dico un aneddoto : All' inaugurazione c'erano dei luminari della fotografia, gente anziana ed esperta che guardava la foto di Okrim e cercavano di capire come è stata realizzata. Quando Okrim è arrivato, con gli occhiali da sole, sgualcito e un po distaccato, i luminari gli hanno chiesto una cosa tipo "Che filtro hai usato? Che tipo di esposizione?" E lui gli ha risposto più o meno, "Nessuna esposizione. Mi sono messo lì davanti e ho premuto il pulsante". 

Cliff : Questa non la sapevo. Molto illuminante....

The Simmetrics : Si, e come dire, questo ci ha colpiti molto. Allora ci siamo messi a pensare, se si fa una fotografia premendo un pulsante, perchè non si può fare lo stesso con la musica? Così abbiamo tentato. Abbiamo fatto una canzone premendo un pulsante, quello del reverse.

Cliff : Un approccio minimale, scarnificato ?

The Simmetrics : Volendo. Comunque abbiamo guardato una canzone di Fabrizio De Andrè, proprio come se fosse un paesaggio, o un orizzonte ottico. Poi gli abbiamo fatto la nostra fotografia. Questa canzone di De Andrè si chiama Volta la carta.

Cliff : Come mai la vostra scelta è ricaduta su questa canzone, e non su un altra?

The Simmetrics : I motivi sono misteriosi, personali e organici. Potremmo dire però che è stato De Andrè stesso a suggerire questo ribaltamento, a partire dal titolo stesso, Volta la carta. E' come se alludesse a qualcosa che andava voltato al contrario. Mettendo la canzone in reverse, cioè facendola suonare al contrario abbiamo scoperto che la canzone era praticamente quasi simmetrica, speculare. 

Cliff: Quindi voi avete interpretato, avete come voluto leggere un messaggio di De Andrè tra le righe...

The Simmetrics: Si, questo modo di interpretare è quello che noi del gruppo Pre-Odierno chiamiamo un geyser di possibilità.


Cliff : Quando avete realizzato la canzone?


The Simmetrics : Prima di adesso. Come del resto tutti i lavori di pittura Pre-Odierna.


Cliff : E il titolo, come mai avete scelto La larva cotta?


The Simmetrics : Perchè La larva cotta è un titolo composto con le stesse lettere di Volta la carta. E' un anagramma. Sai no, come Salvador Dalì che con le stesse lettere del suo nome e cognome compose Avida Dollars.


Cliff : Però avete anche tagliato parte del cantato di De Andrè.


The Simmetrics : Si, voltando Volta la carta, abbiamo fatto cantare Fabrizio con un tono di voce che ricorda quello di uno slavo, o comunque proveniente dai paesi balcanici. I testi complessi e profondi di Fabrizio, qui vengono stravolti, accorciati al minimo. Sai no, e' la vecchia storia, non c'è sempre bisogno di parole, a volte basta farfugliare qualcosa, e questo farfugliamento è il nocciolo della nostra canzone. Peraltro, abbiamo anche la boria di essere convinti che De Andrè si sarebbe divertito, a sentire il suo cantato simile a quello di un albanese, sai no...questo discorso delle minoranze etniche molto caro a lui.....

lunedì

In tutti i sensi come l'amore - racconti di Simona Vinci


Caro emulsionatore,
inizio della recensione dopo il rientro a capo, una riga vuota da ora.




L' esordio pre-coce di Simona Vinci coincide con "Dei bambini non si sa niente", romanzo controverso del 1997 che l'autrice pubblica a 27 anni. Due anni dopo una raccolta di racconti vibranti : "In tutti i sensi come l'amore". 

Un libro della collana Stile libero Einaudi. in copertina una mela tagliata a metà, forse più d’una, luce radente. 
Nella quarta di copertina, scritta di suo pugno, l'autrice ci illumina benissimo sul titolo del libro, quindi perchè dovrei spiegarvelo io con misere stringhe alfabetiche?
13 storie: vicende dense, abbastanza lunghe, elaborate, molto inquietose. A fine lettura, infatti, si ha la sensazione di un'eccessiva luminosità sulla retina, di suggestioni, di una certa disomogeneità nel susseguirsi dei respiri. E Autore che fa? Torna a sfogliare le 196 pagine, si confronta con frasi dal rigore minimalista e lirico che conservano un conforto artico e familiare, quasi come farsi operare a cuore aperto dal chirurgo di famiglia; e dice: in generale, una sfilza di racconti che spacca.

Ma ora parliamo anche di come questo libro ha cambiato la vita di molte persone, ne prendiamo in considerazione quattro:


Innamorato78, che urla sul network:

“Con gli abbracci misuro corpi sconosciuti, non sei tu. Tu troieggi altrove : ( ”

Azzurra, che implora dal suo blog:

“Se sai dove sia possibile scaricare illegalmente quel libro, dimmelo per email.
 Te ne sarò eternamente grata”

Martin Spismisk, che afferma:

“Cose, Due e Agosto nero sono fra i racconti più belli da me letti negli ultimi dieci secondi”

Siria Bertorelli che incontra la divina Simona ad un reading, dicendo:

"..."
e le regala un plico con alcuni disegni dal tratto fine, forse ispirati ai racconti e non ora, non qui, pronti a contorcersi sul vostro visore, portandovi l’agognato turbamento.
Il sito della disegnatrice:www.siriab.deviantart.com e il www.siriabertorelli.blogspot.com
il disegno: 


Un cenno sulla scrittrice: Simona Vinci, nata nel 1970 abita a Budrio, una cittadina che Autore ha avuto modo di conoscere durante un sequestro di visione. Archi di mattoni rossi, campi gialli, afa azzurro denso, casse audio che pompano disco dance a volumi inappropriati in un cinema all'aperto vuoto vicino ad una chiesa con statue religiose in quattro nicchie e tracce di affresco, o forse mi sbaglio? Non riusciamo a spiegarci perchè Simona non viva in una sovra-megalopoli a misura d’uomo come Dinosauria Ovest, ma rispettiamo la sua scelta, anche perchè continua a scrivere ottimi libri e opinioni graffianti sul network sociale.

by Okrim Chadid - Ore 11.41

sabato

Altrisogni - ( Pre - Odiernità )



"Altrisogni" è una rivista sfacciatamente andergraund, 
pubblicata in digitale. 
Questo dovrebbe farvi vibrare la membrana del cuore, perchè ella vive come una lunga stringa alfanumerica e binaria che riposa in grossi mainframe, finchè non la concretizzate sui vostri visualizzatori tattili. Leggendola troverete rubriche, curiosità, spunti e consigli editoriali e dritte sull'infame mestiere di scrittore, ma soprattutto racconti. Un bel po' di racconti, racconti corti e lunghi, racconti a stufo. I generi li conoscete sono SF, Horror, Weird e se non li conoscete cercate di rimediare.
Ma il tipico lettore di un blog si sta chiedendo: e allora? Che ne pensa Don De Lillo?
La verità, caro lettore di un blog è che il numero 5 di Altrisogni, appena uscito 144 pagine fluviali, è un numero epocale. Eggià. perchè in un racconto breve, troppo breve, è contenuto il termine "Pre - Odierno". Scorrete le pagine, cercatelo e vibrate di angoscia e di attesa. 
Si tratta ad oggi, di un caso unico in letteratura, uno spartiacque epocale tra il nulla e il niente.
Quindi persino Martin Spismisk consiglia Altrisogni, ci sono dei link, verrete traslati in una transizione. Pronti?



by Okrim Chadid - ore 09.05