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martedì

▼ EDIZIONI OSMOSI : Un geyser di umiltà


Ma allora ... come ha fatto Pre-Odierno a secernere le Edizioni Osmosi ?  Cerchiamo di capirci qualcosa. 

Questo sontuoso & borioso volume, raccoglie il tipo di immagini che hanno fatto la "storia marcia" del blog su cui sei adesso :





Oltre a questi Travasi visivi, il volume "PRE-ODIERNO" raggruppa anche Raccontacci, Frasi prese dalla strada, Fumetti da due lire e poco, pochissimo altro.  Dopo ti spiegheremo  anche come spendere soldi per averlo.

Passiamo ora all' altro volume gettato alle stampe da Edizioni Osmosi. Un lavoro di Dissenso Cognitivo, crew di vraiter che ha fatto della sciattezza visiva la loro punta di diamante.



"SuperOdio" raccoglie senza ritegno disegni anamorfici, pensati apposta per questo libro.  Dimenticata per un attimo la street-art e la parcheggio-art,  Dissenso si concentra sulle sue ossessioni visive e olfattive.  

E ora diamo un occhiata alla pagina dei ringraziamenti, non poteva mancare la piacevole menzione a Pre-Odierno crew, ma ...



ma ...  quando mai P-O è stata una crew? Qualcosa inkongrue, il senso d' instabilità cresce.  Cerchiamo di andare con ordine. 

Pre-cedentemente a SuperOdio c'era SuperTranquillo, rivista di fumetti d'autore, fotocopiata usando i guanti da Ovliaf Thoellamin, innocente provocatore nordico. 

Sicuramente Dissenso Cognitivo aveva visto una copia di questa rivista, e il pre-nome "super" rimanda a un immaginario infantile, semplice e complesso.




Insomma, poche palle, come era nato Pre-Odierno?  Ci arriviamo.

Prima di adesso, c'era stato il casuale incontro di Okrim Chadid, sagace autore mediorientale e Ovliaf Thoellamin innocente provocatore.  
L'incontro tra i due fu nella segreteria dell' H-Demia di Arte Industriale. Entrambi erano lì per disiscriversi.  Dialogarono, e uscirono.

Poche ore-secoli dopo, camminando nel centro di Dinosauria Ovest,
trovarono una fiera di pietanze tipiche. 
Notando che uno stand era vuoto, lo occuparono abusivamente per vendere elementi della loro vecchia arte : piccolissimi "kuadrini" raffiguranti volti perlacei e paesaggi inattuali.

Gesto pre-vocatorio che genera un micro scalpore, e la stampa arriva con un fotografo, solo per scoprire che i due non possono impressionare la pellicola nitidamente.
Eccoli mentre stanno sbaraccando via tutto e non concedono interviste.


  
L'immediato successo economico non ha placato la loro famelica sete, e la sera stessa, in un centro asociale, avviene questa scena.

Okrim, ubriaco, mentre rotola su un tappeto : "Merda, apriamo un blog."

Ovliaf, obnubilato perso, in una poltrona di vinile : "Con un titolo?"

Okrim : "Cazzo ne so, fanculo un titolo..."




Aprendo kuesto blog, uscì fuori, come da un rubinetto, tutta la nomenklatura di P-O, il geyser di possibilità
il manifesto: Evidentemente non siamo qui, infatti noi siamo lì 
e bla bla bla e...
collaborazioni col gruppo musicale The Simmetrics,
ma anche le strane figure di Autore, di Agente + che, impudentemente, ora ha un volto, su questo libro Osmoticamente editato.


Ah sì, dicevamo. 
Come spendere soldi per avere i nostri libri.
Beh, ti consigliamo proprio di spendere
i tuoi grani in qualcos' altro, amico.
A noi ci piace l'andergraund, ed è lì che restiamo.

P-O  Ore:15.21

▼ Libri giudicati dalla copertina – il caso Bret Easton Ellis

– Oltraggioso - l' omonima rubrika nata su questo blog -
è stata trasposta in forma di video - come se una serie di
fotogrammi a scorrimento potesse dare l'idea del movimento - eccetera –


Scenografia : Stanley Embrione
Montaggio : Tony Tonico
Fotografia : Plastification Timoty
Tecnico dell' audio : Mario Schifato
Produttore : Okrim Chadid
Troupe: The Simmetrics

Girato a Dinosauria Est,  prima di adesso.

lunedì

ESTATE A LIDOSAURIA MARITTIMA: I RICORDI DELL'AGENTE +

ORE 12:51, DINOSAURIA
Noi del Pre – Odierno pre - sentiamo un frammento di un flusso di coscienza che il nostro Agente + aveva inciso su un nastro di lattice attraverso il suo fonovisore portatile. È tipo una roba che risale alla sua giovinezza quando lavorava agli stab. Balneari sul Piccolo Oceano. Non si conosce il periodo esatto ma è di sicuro Ante – Attuale.

Sveglia alle sette del mattino e la sbronza di ieri che ritorna prepotente. Vinodka come se non ci fosse uno ieri. Mi butto addosso una maglietta dei Simmetrix, costume, ciabatte. Salto sul Velotorino e freddo-freddo-freddo.



Arrivo in venti minuti, saluto il Tiranno Rex e accendo la macchina del Escaffè, pulisco i tavolini del bar, la passerella. Sbadiglio tre volte, infilo il Talkefono in tasca. Prendo due bottiglie d’acqua ghiacciata, la lista dei prenotati e degli abbonamenti, e me le porto in spiaggia. L’umidità mi taglia a fette. Apro il container facendo dileguare una nube di mosche –preludio di morte-, poi inizio ad aprire gli ombrelloni e a portare i lettini col carrellino, riesco a caricarne otto alla volta senza ribaltarmi. Sono in modalità automatica: uno sguardo alla lista e uno al mare. C’è la secca. I gabbiani stridono planando e cagano chiazze verdi, maleodoranti. Il cielo si accende di luce come un’esplosione insostenibile.



Mi tolgo la maglietta. Il Talkefono trilla e i bastardi in vacanza iniziano a arrivare. Buongiorno, buongiorno anche a lei. Li maledico mentalmente, il filtro osmotico degli occhiali da sole mi protegge. Il Tiranno Rex gracchia nella radiolina: due ombrelloni, quattro lettini per Jeff Koons, vista mare. Eseguo, immaginando di posare il tipo capitalista al centro del Piccolo Oceano. Arriva anche quello del 43, Spismisk, un ex-astrattista rancoroso, tabagista e ridivorziato. Mi offre una psigaretta. Fumo all’ombra, dopo bevo acqua fredda. Piazzo le famigliole con bambini piccoli alle file periferiche, i loro pargoli giocano con la sabbia e prima di sera, avranno scavato decine di buche grandi come fosse comuni. 



Ombrelloni 2 e 3 a posto, andate pure. Ecco il 23: Madre acida con figlia diciottenne figa e scazzata. Lei si chiama Slaudia. È bionda, glitterata, ascolta musica in cuffie e scrive messaggi con un dispositivo Ai-Fonico viola. Le sorrido mentre scarico altri due lettini  nell’ombrellone a fianco. Nessun risultato. Bevo acqua ormai calda. Il ritmo degli arrivi aumenta: carico, scarico, sgommo con il carrellino. Il sole incendia l’aria, rabbioso e implacabile come una pagina scritta da Cèline. Mi fermo un attimo sotto il mio ombrellone che è distaccato dagli altri, bevo acqua bollente. Guardo un po’ di tipe passare sul bagnasciuga, le solite turiste da Dinosauria Ovest. Immagino di eiaculare sulle loro tette, sui loro culi e 



sabato

ALL'ESTIMENTO: AGENTE + FA LA GAVETTA ALLA GALLERIA OSMOSI


Vado a prendere un pacchetto di nicotina dal vecchio del bazar ambulante. Scelgo il solito pacchetto da trenta che baratto con un disegno Pre - Odierno e rientro alla Galleria Osmosi.
L’ingresso terziario è incorniciato da due iperpalme enormi e rassicuranti, che introducono a un enorme cubo di cartone a porte scorrevoli. Oltre quelle, l’aria incondizionata mi aggredisce come una frustata melliflua. Lo sbalzo di temperatura mi circonda di aria densa, una vampata di gelo che mi appiccica la maglia con il logo dei Simmetrix alla pelle. Vado verso l’ombra dell’enorme cupola di vetro e paglia grigia, come una capanna fuori di testa, e mi lascio cadere su un divano di cemento. 












Ho ancora un’minutora prima che inizi l’allestimento delle opere ipnoriche e irotiche di Martin Spismisk, e voglio rilassarmi il più possibile. Do brevi boccate alla sigaretta, ma perlopiù la lascio bruciare a vuoto tra le dita. Il fumo sale faticosamente spezzandosi in volute grigie. 
Dalla mia posizione vedo benissimo il palazzo in cui non abito, che svetta come una prua angolosa e aggressiva, tratteggiata dai monobalconi. Prima di adesso, qualche Writer senza scrupoli, ha fatto un murales delicato quanto un pestaggio con guanti di seta, che mi riempie di kuore di.
La sigaretta è quasi finita, come la mia pausa. Spengo il mozzicone, mi scrollo un po’ di cenere dai pantaloni e salgo fino al semisterrato.



Anche se sono in perfetto orario Slaudia, la maître della Galleria Osmosi - Sezione B, mi dice di sbrigarmi. Indossa pantaloni neri attillati, una camicetta nera con le spalline gonfie di nero e un colletto nero strettissimo, una spilletta nera con un fiore laccato nero. Stringe tra le mani nervose una cartelletta di plastica nera e lucida e fogli di carta copiativa nera con appuntati le dimensioni delle opere e lunghe addizioni senza senso che incide sui fogli con le unghie smaltate di nero. Porta come al solito sandali neri con il tacco altissimo e un po’ volgare. Il suo viso è scopabile, truccato con gusto, ma questo non fa che risaltare i suoi occhi neri-nero. Stringe le labbra dipinte di rossetto nero in un eterno disappunto. Vorrei afferrarla per le spalle e scuoterla urlando: «Slaudia, svegliati! Qui non siamo al MoMA di New York! Siamo alla Galleria Osmosi a Dinosauria Est!»

Invece Slaudia, con la sua voce bassa e convincente, mi dice di iniziare dalle micro-opere del periodo Misconsciuto del Maestro. Non sorride e questo è un buon segno, perché quando lo fa è solo per appioppare cazziatoni o esigere impegno e ante-attualità extra.
Allestisco in fretta, con gesti misurati e precisi come quelli di un rituale. Slaudia ispeziona il risultato con sguardi lenti, passeggiando per la Galleria B. Mi fa sudare un mucchio per spostare due installazioni della madonna, in modo da creare “un angolo un po’ più carino”












A mezzoggi e venti i primi visitatori inauguriamo la mostra: “Mai una gioia” Martin Spismisk - Galleria Osmosi, Sezione B. Anziani signori e vegliarde si trascinano ansimanti all’assalto del rinfresco. Poi arrivano gruppi formati da quattro o cinquemila adulti circondati da mandrie di bambini, e lasciano scie di luridume che dopo dovrò pulire. 
Dopo un quarzo d’ora arrivano gli adolescenti, teenager annoiati e insofferenti: i ragazzi somigliano tutti a Morlon Brondo. Le ragazze hanno i capelli strani, indossano Y-Shirt, shorts trasparenti e occhiali da soja. Si aggrappano ai flute colmi di vinodka del buffet iniziano a tracannare.
Una bionda minorenne si avvicina. La immagino sul bordo di una piscina satura di cloro mentre i riflessi mobili dell’acqua le sfiorano il viso, illuminandola dal basso. 













La tipa mi chiede con una voce melodiosa e un po’ fatale:
-Questa è Arte?
Io annuisco, guardandola avidamente. 

Agente + ore 17:07



giovedì

"Facciamo una canzone spingendo un pulsante" - Intervista ai The Simmetrics ▼


Caro guardatore,

il gruppo musicale Pre-Odierno The Simmetrics è stato intervistato da
Clifford Smaski su Pre-Odierno Magazine, di cui vedete la copertina sopra.
I Simmetrics hanno svelato qualcosa in meno rispetto al loro processo di scrittura di canzoni. Ecco uno stralcio dell' intervista.

Cliff : La larva cotta è una canzone che ha disturbato parecchie persone...

The Simmetrics : Si, ne siamo molto fieri. Disturbare è meglio che lasciare indifferenti.

Cliff : Quali sono le vostre influenze?

The Simmetrics : Le influenze non sono musicali, sono più che altro fotografiche. C'è una fotografia scattata da Okrim Chadid che ha accelerato delle connessioni.

Cliff:  Adesso magari mostriamo questa foto per i lettori...


The Simmetrics : Si ecco, Okrim ha partecipato con questa fotografia a un concorso, è stato selezionato e lo hanno fatto esporre in una mostra collettiva. Dico un aneddoto : All' inaugurazione c'erano dei luminari della fotografia, gente anziana ed esperta che guardava la foto di Okrim e cercavano di capire come è stata realizzata. Quando Okrim è arrivato, con gli occhiali da sole, sgualcito e un po distaccato, i luminari gli hanno chiesto una cosa tipo "Che filtro hai usato? Che tipo di esposizione?" E lui gli ha risposto più o meno, "Nessuna esposizione. Mi sono messo lì davanti e ho premuto il pulsante". 

Cliff : Questa non la sapevo. Molto illuminante....

The Simmetrics : Si, e come dire, questo ci ha colpiti molto. Allora ci siamo messi a pensare, se si fa una fotografia premendo un pulsante, perchè non si può fare lo stesso con la musica? Così abbiamo tentato. Abbiamo fatto una canzone premendo un pulsante, quello del reverse.

Cliff : Un approccio minimale, scarnificato ?

The Simmetrics : Volendo. Comunque abbiamo guardato una canzone di Fabrizio De Andrè, proprio come se fosse un paesaggio, o un orizzonte ottico. Poi gli abbiamo fatto la nostra fotografia. Questa canzone di De Andrè si chiama Volta la carta.

Cliff : Come mai la vostra scelta è ricaduta su questa canzone, e non su un altra?

The Simmetrics : I motivi sono misteriosi, personali e organici. Potremmo dire però che è stato De Andrè stesso a suggerire questo ribaltamento, a partire dal titolo stesso, Volta la carta. E' come se alludesse a qualcosa che andava voltato al contrario. Mettendo la canzone in reverse, cioè facendola suonare al contrario abbiamo scoperto che la canzone era praticamente quasi simmetrica, speculare. 

Cliff: Quindi voi avete interpretato, avete come voluto leggere un messaggio di De Andrè tra le righe...

The Simmetrics: Si, questo modo di interpretare è quello che noi del gruppo Pre-Odierno chiamiamo un geyser di possibilità.


Cliff : Quando avete realizzato la canzone?


The Simmetrics : Prima di adesso. Come del resto tutti i lavori di pittura Pre-Odierna.


Cliff : E il titolo, come mai avete scelto La larva cotta?


The Simmetrics : Perchè La larva cotta è un titolo composto con le stesse lettere di Volta la carta. E' un anagramma. Sai no, come Salvador Dalì che con le stesse lettere del suo nome e cognome compose Avida Dollars.


Cliff : Però avete anche tagliato parte del cantato di De Andrè.


The Simmetrics : Si, voltando Volta la carta, abbiamo fatto cantare Fabrizio con un tono di voce che ricorda quello di uno slavo, o comunque proveniente dai paesi balcanici. I testi complessi e profondi di Fabrizio, qui vengono stravolti, accorciati al minimo. Sai no, e' la vecchia storia, non c'è sempre bisogno di parole, a volte basta farfugliare qualcosa, e questo farfugliamento è il nocciolo della nostra canzone. Peraltro, abbiamo anche la boria di essere convinti che De Andrè si sarebbe divertito, a sentire il suo cantato simile a quello di un albanese, sai no...questo discorso delle minoranze etniche molto caro a lui.....

Pareri dopo l' audio-digestione del fonodisco


Non mi fido dei Simmetrics. Penso che il loro sound sia una fusion di
rap / disco-dance. Poi ascolto il loro fonodisco in legno e per fortuna scopro
 che l'epidermide sonora è limpidamente ante-attuale.
Veronico Cyrvia

La larva cotta esiste.
Essication Johnny

Per ottenere quell' audio
 hanno campionato il rumore di sciami d'api? 
Martin Spismisk

Obnubilanti.
Tilly Boop

Loro sono un geyser di possibilità. Ci ho parlato e mi hanno detto
che si stanno spostando verso il Punk Introspettivo
Dicono sul serio? Staremo a vedere.
Stanley Embrione

I dischi in legno dei Simmetrics non si trovano al mercatino dell' usato.
Okrim Chadid

 Lontani dal paesaggio sonoro che è in me.
Raffaella Cekk

Carini.
Gig

Sapete la storia, no? I Simmetrics sono in 5, erano 3 pittori, una poetessa e 
una regista di videoclip. Adesso fanno questa musica, ma l'anno 
prossimo le donne del gruppo scriveranno un romanzo costruttivista e gli uomini intraprenderanno
un percorso di danza classica.  Godiamoceli durante i viaggi nella nostra California
interiore, con quei cieli lunghissimi e tutta quella strada che va.
Jenny L.D.

Qui c'è' l' essicazione che cerco.
Autore

To repell the Simmetrics.
Jean-Michel Basquiat

La musica mi convince ma il testo proprio no.
Sonja

domenica

TAG


"Se anche tu sei una ragazzina che ascolta i Simmetrics"
di Fluws  Ore 16.03

QUALLYC, il secondo fonodisco dei Simmetrics, vellutato, vibrante e organico


Contiene due tracce, una dura 30 minuti e si chiama come il disco, Quallyc. L'altra  dura 14 intensissimi secondi. Ma divide la critica. Un  semplice rimpasto delle idee del primo? Con una grattuggiata di gelida spocchia intellettual-snob in più. Forse, ma i Simmetrics sotto la scorza fredda e distaccata hanno un "grande kuore komunikativo".
Dolcissime invece le parole di Essication Johnny, che si sbilancia a dire : "Una totale delizia per le orecchie, gli occhi e il portafoglio. Il booklet è stampato sul muschio."


A parte tutte le critiche, passano i minuti e l'Overture  Inacidition Never ( quella di 14 secondi ) è ancora molto ascoltata, sui Fonovisori di tutta Dinosauria. La Critica Patentata l'ha apprezzato  solo a sprazzi. Per noi resta un disco stupendo e pieno di Pre-visioni.




Il disco uscì alle 23.37

sabato

il primo formidabile fonodisco dei Simmetrics



I nove minuti che compongono questo capolavoro di musica Pre-Odierna
hanno cambiato per sempre l'epidermide delle sonorità mondiali.


il disco uscì alle Ore 21.50