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mercoledì

VENDITA E ASSISTENZA PRE - ODIERNA: AUTORI IN LIBERTA'




Caro Autore

Ero nel Quartiere Quarto a fare la street-art su aquiloni, pensando a M.N 
Suggestioni piuttosto che frasi celebri, pensando a posture e movenze:

-Fuma fissando la nebbia
-Dice che all'aeroporto lo hanno scambiato per un mediorientale terrorista, fermato e perquisito
-Mette i piedi sul tavolo, le scarpe sono eleganti
-Non ammette la tecnica olio su carta
-Naso lucido e pure la fronte
-Chiama un autore Dadid
-Cravatte
-Si cucca le sparate di Svetlana per minimo un'ora
-Fa girare un catalogo di un acquarellista iperreale, tra i disegni c'è una coppia, la donna davanti, l'uomo dietro che la forza a bare un bicchiere d'acqua, il cielo è livido e violaceo Dice, dice: guardate cosa si può fare con l'acquerello
-Sorrisetto tirato e compiaciuto, poi passa a uno sdegnoso e sprezzante muso con parole di derisione per Nik il Nikilista. 

Come rendere questo in una graphic novel, nel giro di una vignetta?







































Caro Autor-izzatore,

grazie mille per i PRE-ziosi ricordi su un certo EmmeEnne.
Un paio li ricordavo (scarpe sul tavolo, naso unto) ma gli altri no.
Allora senti la novità, come sai il capo, il Tyranno Rex, mi ha chiesto di cosa parla il nuovo libro, e io gli ho detto: 

1-2000 pagine a colori, 
2-storia di un H-demia a Dinosauria Est, 
3-moltissimi personaggi, per la maggior parte Autori ancora sconosciuti.

Lui mi ha detto che è molto perplesso del fatto che io sto buttando al cesso i tre punti forza del mio primo libro "Din Don De Lillo", che furono:

1-per protagonista uno famoso
2-in nero e bianco
3-non troppe pagine, non troppi personaggi, ambientazione Americana.

Infine, dice che mi sto legando le scarpe da solo e che sto praticamente andando incontro
a un suicidio editoriale. Beh, che dire? 






Ho avuto una crisi in cui cambiavo idea ogni mezz' ora. Logorato, dilaniato tra le due opzioni. 

Autore smembrato, grido rapace di dolore muto.
il MERCATO mi chiede una seconda graphic novel che sia sommariamente una fotocopia di  "Din Don De Lillo" ...
Ma un AUTORE invece vuole emergere con la sua carica eversiva e centripeta.

Soluzione: sto a vedè na situazionne.
Comunque, questo è il sottobosco editoriale, questa è l'acqua


























Autori del P - O, ore 12:12

venerdì

SCUSA, MA TU SEI UNO IUTUBER? (seconda parte scritta dopo di prima)




Gentile incauto/re,

prima notte nella casa nuova, giusto? e poi dritti a Tyrannosauria per macinare la propria celebrità.

Eremitaggio e mondanità per un Autore.

Notizia: Spispmisk della Galleria OSMOSI ha definito la mia scrittura "sciatta" e questo mi ha riempito di una gioia pura e scintillante che sgorgava come da un rubinetto rotto! (notare il punto esclamativo)
Un altro editor si lamentava di non so quale monoblocco in un mio scritto, pre-poneva cambiamenti che ho mercanteggiato e strappato le mie condizioni.

Questo è il margine di manovra della felicità, piccoli movimenti curvilinei come le traiettorie di un parcheggio assistito.



QUESTA E' LA LETTERATURA CHE STO CERCANDO, ma a qualcuno non interessa: lui vuole una scrittura descrittiva e capibile, ricca di sovrastrutture e pre-sentazioni di Xsonaggi subito all'inizio di un racconto e questo è palloso, inoltre è tassativo: si scrive in 3°persona singolare, narratore esterno onniscente, tempo passato. ma io non sto cercando questa letteratura e per me è un'AGONIA scriverla così. 
Io amo scrivere in 2°persona plurale, narratore incosciente, tempo futuro. c'è spazio per il mio libro in questi termini?


Ora bevo birra sul balcone, sono in mutande e scrivo. Che voglia mimare un certo Buk?



Autore si sentiva umile, prostrato, ma la lattina tintinnò sui suoi incisivi con un suono molle e cavernoso; subito dopo l'effervescenza birrosa inondò il suo palato. Sudava e, nonostante la quiete apparente -solo un motore fuori giri vibrava nella calura- provava una sorta di tensione. Alla sua immediata sinistra il sole disegnava losanghe abbacinanti sul pavimento di piastrelle di arenaria chiara, anche la ringhiera, azzurra e adatta ad una residenza estiva, riluceva del medesimo calor bianco. Egli si risciacquò la bocca con un altro sorso di birra: quante ne avrebbe stappate prima della fine del suo romanzo? Era una domanda alla quale non sapeva rispondere. Prese in mano il nuovo libro di A. Baricco "Mr Gwyn", lo sfogliò rapidamente e lo spostamento d'aria provocato dalle pagine, gli procurò un certo ristoro. Lo soppesò in mano: era leggero, il font era enorme, e il prezzo? Non poteva sostenerlo. Pensò che il bastardo aveva avuto una buona idea -i ritratti scritti di persone- ma, e questo non poteva proprio tollerarlo, da ogni riga trasudava la consapevolezza, la boria che scorreva come una scritta sul tabellone luminoso del dirigibile della Good Year; che recitava incessante: IO SONO ALESSANDRO BARICCO, BECCATEVI IL MIO NUOVO LIBRO.



Ma ora sono dolcemente rassegnato: presto i ricordi dell'Autore finiranno, ora come ora, infatti, non è più possibile produrne di nuovi, e così finirà anche il suo proposito di letteratura, e potrò dare il prolungato addio che merita e relegarla, insieme già alla poesia - la prima a soccombere -, il disegno e la pittura. e dedicarmi esclusivamente al balletto e al teatro.



Un mio amico vuole scrivere un romanzo ambientato sulla Luna ma non lo vuole scrivere di notte nè soffrire per farlo, io gli ho chiesto se voleva scrivere anche i miei racconti così da emanciparmi, ma lui dice che prima deve finire il praticantato da un commercialista.

cordiale,

Agente +, Dinosauria dieci minuti dopo di prima

lunedì

ESTATE A LIDOSAURIA MARITTIMA: I RICORDI DELL'AGENTE +

ORE 12:51, DINOSAURIA
Noi del Pre – Odierno pre - sentiamo un frammento di un flusso di coscienza che il nostro Agente + aveva inciso su un nastro di lattice attraverso il suo fonovisore portatile. È tipo una roba che risale alla sua giovinezza quando lavorava agli stab. Balneari sul Piccolo Oceano. Non si conosce il periodo esatto ma è di sicuro Ante – Attuale.

Sveglia alle sette del mattino e la sbronza di ieri che ritorna prepotente. Vinodka come se non ci fosse uno ieri. Mi butto addosso una maglietta dei Simmetrix, costume, ciabatte. Salto sul Velotorino e freddo-freddo-freddo.



Arrivo in venti minuti, saluto il Tiranno Rex e accendo la macchina del Escaffè, pulisco i tavolini del bar, la passerella. Sbadiglio tre volte, infilo il Talkefono in tasca. Prendo due bottiglie d’acqua ghiacciata, la lista dei prenotati e degli abbonamenti, e me le porto in spiaggia. L’umidità mi taglia a fette. Apro il container facendo dileguare una nube di mosche –preludio di morte-, poi inizio ad aprire gli ombrelloni e a portare i lettini col carrellino, riesco a caricarne otto alla volta senza ribaltarmi. Sono in modalità automatica: uno sguardo alla lista e uno al mare. C’è la secca. I gabbiani stridono planando e cagano chiazze verdi, maleodoranti. Il cielo si accende di luce come un’esplosione insostenibile.



Mi tolgo la maglietta. Il Talkefono trilla e i bastardi in vacanza iniziano a arrivare. Buongiorno, buongiorno anche a lei. Li maledico mentalmente, il filtro osmotico degli occhiali da sole mi protegge. Il Tiranno Rex gracchia nella radiolina: due ombrelloni, quattro lettini per Jeff Koons, vista mare. Eseguo, immaginando di posare il tipo capitalista al centro del Piccolo Oceano. Arriva anche quello del 43, Spismisk, un ex-astrattista rancoroso, tabagista e ridivorziato. Mi offre una psigaretta. Fumo all’ombra, dopo bevo acqua fredda. Piazzo le famigliole con bambini piccoli alle file periferiche, i loro pargoli giocano con la sabbia e prima di sera, avranno scavato decine di buche grandi come fosse comuni. 



Ombrelloni 2 e 3 a posto, andate pure. Ecco il 23: Madre acida con figlia diciottenne figa e scazzata. Lei si chiama Slaudia. È bionda, glitterata, ascolta musica in cuffie e scrive messaggi con un dispositivo Ai-Fonico viola. Le sorrido mentre scarico altri due lettini  nell’ombrellone a fianco. Nessun risultato. Bevo acqua ormai calda. Il ritmo degli arrivi aumenta: carico, scarico, sgommo con il carrellino. Il sole incendia l’aria, rabbioso e implacabile come una pagina scritta da Cèline. Mi fermo un attimo sotto il mio ombrellone che è distaccato dagli altri, bevo acqua bollente. Guardo un po’ di tipe passare sul bagnasciuga, le solite turiste da Dinosauria Ovest. Immagino di eiaculare sulle loro tette, sui loro culi e 



giovedì

UNA SUPERCHIODA ANTISGAMO PER L'AGENTE +



La festa di pensionamento del direttore di Combustione Spontanea Fottuta si terrà questo lunercoledì, in una sorta di agriturismo adagiato sulle colline boscose di Dinosauria. Le foto sulla brochure che circola in ufficio, rivelano una struttura di acciaio e carta, un pratico parcheggio.
Alcuni colleghi hanno in mente di mettersi in mostra con un discorso scritto da loro, altri raccolgono soldi per il regalo -un tagliaaria d’oro-, altri ancora studiano con cura il look da sfoggiare alla festa e, approfittando del rimescolamento dei dirigenti, salire la scala gerarchica con del sesso occasionale. 
Io desidero solo squarciarmi le vene con quel futuro tagliaaria e imbrattare di sangue gli articoli e le bozze che ingombrano la mia scrivania. Per quanto mi riguarda, l’attuale direttore è un coglione pazzesco e il suo successore non può essere da meno. Nonostante questo, decido di andare lo stesso, pensando a pochi ma validi motivi: le donne della redazione saranno truccate, tutte in tiro e ci sarà servita dell’ottima vinodka di produzione locale (la brochure è molto chiara su questo punto). Mi segno nel foglio appeso in bacheca e caccio a malincuore gli idrodollari per la colletta. 
Riesco a scroccare un passaggio a Di Gugliemo, un collega che abita nel Distretto Acquifero. Acconsente con un verso simile a un grugnito catarroso. 



Lunercoledì mattina, Di Gugliemo mi è passato a prendere prima di adesso e da allora guida cupo e scoglionato. Io invece mi sento OK-KO: ieri sera ho letto qualche capitolo di “Neurochirurgo sbronzo”. Di Gugliemo non lo ha letto, e non sembra intenzionato a farlo, nonostante la mia recensione cautamente euforica. I miei propositi di conversazione si sono arenati dieci chilogrammetri fa, perciò armeggio con la radio finchè trovo una heavy rotation delle Hit di Mono e le Cosce. Cerco di rilassarmi guardando fuori dal finestrino. Arbusti secchi, guardrail ammaccati e reti anti-frane, poco oltre si ammonticchiano declivi ghiaiosi e colline scure mangiucchiate dall’erosione, tralicci, case e fattorie abbandonate su cui cola una luce gialla e smorta. L’abitacolo non offre di meglio. Interni antrancite e muffosi, cruscotto cosparso di briciole fossilizzate. La fronte di Di Gugliemo, leggermente velata di sudore, luccica in modo sinistro.

Intanto sento il boma scricchiolare, mentre Di Gugliemo cambia rapporto al sartiame, straorzando in modo barbaro e inetto. La Velomobile scatta in avanti verso una curva, un tornante, poi ancora altre curve che costeggiano un burrone e il mio stomaco si strozza in un conato. Immagino lo schizzo di vomito che inonda il parabrezza, i frammenti coagulati della mia colazione semidigerita che finiscono in faccia a Di Gugliemo, il suo urlo convulso e disgustato mentre perde il controllo, la Velomobile che sfonda le protezioni stradali e precipita nel vuoto.



La nausea mi passa quando vedo Di Gugliemo riscuotersi un po’ e raddrizzare le spalle ingobbite. Alza i mignoli senza staccare le mani dal timone e dice:
-Arrivati.


Siamo i primi. Questo particolare mi sembra particolarmente desolante guardandomi intorno nel parcheggio vuoto, così scendo dalla Velomobile senza troppe cerimonie. Dopo l’atmosfera opprimente dell’abitacolo è un’ulteriore agonia respirare aria calda, nonostante un vento lievissimo che non scompiglia nemmeno i capelli. Di Gugliemo sbatte la portiera stiracchiandosi la schiena e facendo versi non identificabili. Gli offro una sigaretta in segno di solidarietà ma lui rifiuta, a dire il vero non so neppure se fuma e non me frega un granché, così me la accendo io. 



In quel momento, dalla salita che porta nell’agriturismo, spuntano due Velomobili suonando il clacson all’impazzata, facendo il giro dello spiazzo a velocità massima. Inchiodano sgommando vicino a noi. Sulla fiancata hanno il logo della Galleria Osmosi. E’ arrivato Autore, con il resto della P - O Krew.


Agente +, ore 17:11

mercoledì

ALESSANDRA MUSSOLINI: ATTRICE, FASCISTA, MODELLA, CANTANTE, POLITICO E... PITTRICE!

Non ora e non alla Galleria Osmosi


Seduto su due piedi qui con te ti parlerò di Alessandra yeah! L'abbiamo consciuta per le sue opinioni sobrie sugli omosessuali e per le origini fascistone di cui ama vantarsi (suo nonno paterno fu un famoso quanto ridicolo dittatore nel '900 del calendario umano). Tra una sbroccata in parlamento, un saluto alla zietta Sophia Loren e una pre - senza in tramissioni spazzatura le sue toste giornate filavano così. Wow, che fissa ogni minuto, si insinuava in Alessandra il pallino della Pittura!


Invece delle sedute analitiche di cui potrebbe avere bisogno, ha scelto l'azione terapeutica della pittura. È qualcosa che parte da dentro in costante aumento, anche violento YO! che porta allo scontro! Le opere di Alessandra, infatti, raccontano una solitudine, un vuoto, un'anima. Non sappiamo se sono quadri Pre - Odierni, ma di sicuro parlano della vita: poca realtà su un mare di astrattismo, un lirismo insostenibile che ci riempie di ecc ecc.
Se questa è la vita che fanno a Ro-ma, per me, mm-mh, poi tanto male non è!



Ehi, questa è la maxi storia di come, in omaggio alla sua gloriosa ascendenza, pubblichiamo le opere capovolte sottosopra. In attesa di averla qui a Dinosauria, a pre - sto Alessandra!

Essication Johnny, ore 18:47

GEORGE W. BUSH: POLITICO, CRIMINALE DI GUERRA, UBRIACONE E... PITTORE!!!

Bush Jr. l'abbiamo conosciuto sui rotocalchi di mezza Dinosauria per la sua simpatia, per i grandi conflitti scatenati in Afghanistan e Iraq e per la sua grande disponibilità a esportare democrazia. Ma nei ritagli di tempo, tra un atto legislativo contro l'aborto e una sbevazzata con il suo vecchio, eccolo afferrare la tavolozza e il pennello, e lasciare palpitare quella membrana del cuore che batte un ritmo Pre - Odierno!

 

...altro che alex katz!


Particolarmente drammatica, è la resa del ritratto dell'altro dittatore e collega Vladimir Putin. George ha reso egregiamente quegli occhioni gelidi che lo hanno ammaliato durante i vari summit internazionali...


vai Vlad!

 Recentemente l'ex capo della casa bianca ha iniziato a studiare un approccio pittorico più fluido e libero da facili virtuosismi, misurandosi comunque con la creatività e i consigli dei più giovani.


In attesa di averlo qui, alla Galleria Osmosi, lo salutiamo: Good Bye Mr Pre - sident!

by Clifford Smaskisnaski ore 17:53

sabato

▼MORLON : Ultimo tango a Parigi

Ciao questo è uno stralcio di 1 chattata tra due autori
che parlano del film di Bertolucci del 1972





visto Ultimo Tango a ecc...

non esaltato, ne scandalizzato solo per un'inculata con burro!
la parte da dopo che lasciano l'appartamento fino all""inseguimento in strada" è bella.
Il momento memorabile: Morlon si fa ficcare due dita in culo mentre dice a lei che la farà scopare da un maiale che poi scannerà e la costringerà a sentirne le budella rivoltanti!

Morlon in generale: uomo in declino, bolso, dalla sessualità fluviale pre - figura i quarantenni-quarantacinquenni-cinquantenni di adesso, in piena krisi a sbavare dietro le sbarbe.

Momento memorabile 2: Morlon che insulta la moglie morta nella bara chiamandola schifosa puttana!

sono d'accordo, poi ci sta la complicazione del ragazzo di lei, regista-nel-film odioso, forse superficiale. Morlon e il regista non si incontrano mai, perchè Morlon è un fuoriclasse e l'altro ne uscirebbe martoriato. Da notare, quando una donna parla del passato di Morlon e dice tipo: "ha fatto il giornalista in giappone, poi si ammala, piglia la malaria...." lei sta semplicemente assemblando pezzi di trame di film di Morlon! citazionismo compulsivo quindi. / Morlon che balla un tango in modo sbrascicato e mostra il culo: oltraggio plastico / Fotografia sopraffina di Vic Storaro, lo stesso de "il Conformista" / il maestro Moraviatore contribuì ai dialoghi ma non volle il nome nei titoli di testa / Morlon con un topo in mano, emozionato ed emozionante // questo film che ha 40 anni e passa, è invecchiato male o ci sta dentro ?

Ci sta dentro a malapena!

E che mi dici di Bertolucci che alla prima del film, seduto in sala pensava:  dio mio chi potrebbe essere mai interessato a un film sulla disperazione di un vecchio?

Poveraccio, era fuori di me!

Una fono-immagine di Morlon

Prossimo appuntamento: MURAKAMI AL CUBO
Pre-Odierno  - un sito qualunque per cose qualsiasi





giovedì

"Facciamo una canzone spingendo un pulsante" - Intervista ai The Simmetrics ▼


Caro guardatore,

il gruppo musicale Pre-Odierno The Simmetrics è stato intervistato da
Clifford Smaski su Pre-Odierno Magazine, di cui vedete la copertina sopra.
I Simmetrics hanno svelato qualcosa in meno rispetto al loro processo di scrittura di canzoni. Ecco uno stralcio dell' intervista.

Cliff : La larva cotta è una canzone che ha disturbato parecchie persone...

The Simmetrics : Si, ne siamo molto fieri. Disturbare è meglio che lasciare indifferenti.

Cliff : Quali sono le vostre influenze?

The Simmetrics : Le influenze non sono musicali, sono più che altro fotografiche. C'è una fotografia scattata da Okrim Chadid che ha accelerato delle connessioni.

Cliff:  Adesso magari mostriamo questa foto per i lettori...


The Simmetrics : Si ecco, Okrim ha partecipato con questa fotografia a un concorso, è stato selezionato e lo hanno fatto esporre in una mostra collettiva. Dico un aneddoto : All' inaugurazione c'erano dei luminari della fotografia, gente anziana ed esperta che guardava la foto di Okrim e cercavano di capire come è stata realizzata. Quando Okrim è arrivato, con gli occhiali da sole, sgualcito e un po distaccato, i luminari gli hanno chiesto una cosa tipo "Che filtro hai usato? Che tipo di esposizione?" E lui gli ha risposto più o meno, "Nessuna esposizione. Mi sono messo lì davanti e ho premuto il pulsante". 

Cliff : Questa non la sapevo. Molto illuminante....

The Simmetrics : Si, e come dire, questo ci ha colpiti molto. Allora ci siamo messi a pensare, se si fa una fotografia premendo un pulsante, perchè non si può fare lo stesso con la musica? Così abbiamo tentato. Abbiamo fatto una canzone premendo un pulsante, quello del reverse.

Cliff : Un approccio minimale, scarnificato ?

The Simmetrics : Volendo. Comunque abbiamo guardato una canzone di Fabrizio De Andrè, proprio come se fosse un paesaggio, o un orizzonte ottico. Poi gli abbiamo fatto la nostra fotografia. Questa canzone di De Andrè si chiama Volta la carta.

Cliff : Come mai la vostra scelta è ricaduta su questa canzone, e non su un altra?

The Simmetrics : I motivi sono misteriosi, personali e organici. Potremmo dire però che è stato De Andrè stesso a suggerire questo ribaltamento, a partire dal titolo stesso, Volta la carta. E' come se alludesse a qualcosa che andava voltato al contrario. Mettendo la canzone in reverse, cioè facendola suonare al contrario abbiamo scoperto che la canzone era praticamente quasi simmetrica, speculare. 

Cliff: Quindi voi avete interpretato, avete come voluto leggere un messaggio di De Andrè tra le righe...

The Simmetrics: Si, questo modo di interpretare è quello che noi del gruppo Pre-Odierno chiamiamo un geyser di possibilità.


Cliff : Quando avete realizzato la canzone?


The Simmetrics : Prima di adesso. Come del resto tutti i lavori di pittura Pre-Odierna.


Cliff : E il titolo, come mai avete scelto La larva cotta?


The Simmetrics : Perchè La larva cotta è un titolo composto con le stesse lettere di Volta la carta. E' un anagramma. Sai no, come Salvador Dalì che con le stesse lettere del suo nome e cognome compose Avida Dollars.


Cliff : Però avete anche tagliato parte del cantato di De Andrè.


The Simmetrics : Si, voltando Volta la carta, abbiamo fatto cantare Fabrizio con un tono di voce che ricorda quello di uno slavo, o comunque proveniente dai paesi balcanici. I testi complessi e profondi di Fabrizio, qui vengono stravolti, accorciati al minimo. Sai no, e' la vecchia storia, non c'è sempre bisogno di parole, a volte basta farfugliare qualcosa, e questo farfugliamento è il nocciolo della nostra canzone. Peraltro, abbiamo anche la boria di essere convinti che De Andrè si sarebbe divertito, a sentire il suo cantato simile a quello di un albanese, sai no...questo discorso delle minoranze etniche molto caro a lui.....

sabato

Questa è l'acqua

Caro Autore glaciale,


E siamo li a guardare un murales di Okrim Chadid, il camaleontico. 
Chadid prende spunto dal titolo di un libro di David Foster Wallace per
costruire un' immagine scarnificante e pronta a fluttuare nel tuo campo visivo.


Da notare quello che ha scritto: Opera.
E' questo Pre-Odierno: è la dichiarazione sincera che un quadro è un quadro,
e un opera resta sempre e soltanto tale. Quindi, è consigliabile scriverlo, che è un opera.
E Chadid lo scrive, con la sua grafia distaccata e geometrica.
Questa è l'acqua. E' prima di adesso, è Pre-Odierno.


by  Clifford Smaskisnaski - Ore 11.06

lunedì

Un genio pre-odierno: Albert Engstrom


 Un artista proveniente dal freddo e lontano nord europa.


 Un genio semi-dimenticato, soprattutto nella piccola Italia.


O forse proprio del tutto dimenticato. 
Albert Engstrom, un talento unico... elegantissimo, camalontico e istintivo.

Un disegno in bianco e nero di Engstrom è stato scelto dai The Simmetrics
per il video della loro canzone "La Larva Cotta" ( su youtube si trova ) 

dal vostro disinformatore Clif Smaskisnaski Ore 18.39




Questa nostra allontananza

Cari Esseri Umani come me, cosi, con la tv accesa su Canale Trentordici o Dinosauria 1, non so bene, sento dire questa frase da uno
che tra un mese non ricorderò piu. "Questa nostra allontananza." Esprime perfettamente nella forma
e nel concetto un certo modo di vivere i ritmi convulsi dell' epoca Pre-Odierna.  


ipotesi due: Come il presente è sempre il prodotto di qualcosa che era Pre-esistente. 


ipotesi tre : RIMOZIONE


ipotesi quattro : Se chiamano al telefono, digli che io non esisto.


suscettibilità 4 : mi sento motivato a dire che l'arte Pre-Odierna non può essere contemporanea, non sarà mai inserita nella storia dell' arte. La pittura pre- odierna è stata fatta sempre e 
solo in un un orario,e mai in un anno, come potrebbe essere il 1984, o il 2001.
Scusatemi, due minuti fa era chiaro nella mia psiche. Ci riproverò, lo so.
Clifford Smaskisnaski- Ore 21.45

[Rimozione]