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mercoledì

OMICIDA, GALEOTTO, TEPPISTA, PUTTANIERE E ANCHE PITTORE: CARAVAGGIO 6 MITIKO!


Didattica Pre - O, Liceo Antistico - Dinosauria Est



La vita di Caravaggio comincia nel 1571 a Milano e prosegue sotto il segno della morte e della malattia. La sua famiglia viene quasi tutta sterminata dalla peste, ma Caravaggio manifesta ben altri sintomi: quelli della pittura!



Va a bottega da Sim1 Peterzano che a sua volta era stato allievo di Tiziano, quello che aveva dipinto quella bella figliola tutta nuda






Nel 1588 l'apprendistato termina e il nostro eroe è solo uno dei tanti stronzi che sanno dipingere alla Maniera.

Così gira in giro, ma non è chiaro che diamine stesse a fare prima di flippare e andare dritto al cuore del Sistema dell'Arte: Roma. Caravaggio ha talento, vuole entrare nel giro e lavora alla bottega der Cavalier Ecc Ecc che lo sbatte a fare nature morte fino allo sfinimento. Durante un ricovero in ospedale conosce un committente e molla quel coglionazzo der Cavaliere. Ma è di nuovo allo sbando!

Un mercante d’arte, riesce a metterlo in contatto con una persona molto importante e che cambierà per sempre la vita di Caravaggio: il cardinale Francesco Maria del Monte. E si dipinge a randella.

Murale di Andrea Ravo Mattoni       http://andrearavomattoni.com/


Gli sbirri del tempo stanno addosso a Caravaggio. Arrestato più volte, coinvolto in diverse risse, si intrattiene con prostitute, avvistato aggirarsi per Roma armato di spada. Ogni volta, però, Caravaggio riesce a farla franca e le autorità non possono fargli nulla, perchè si trova sotto la grossa cappella del Cardinale!

In quel periodo c'erano da fare 3 grandi affreschi ma nessuno se li inculava e allora arriva Caravaggio, ma non ne ha mezza de dipingne sur muro e allora je fa, ja fa: famo su tela e bona.


Tutto va alla grande: Caravaggio è l’artista più figo a Roma; tutti lo vogliono e sono pronti a sganciare la grana! Ma lui se ne sbatte e va a mignotte come se non ci fosse uno ieri. 

Una volta lancia un piatto di carciofi in faccia a uno stronzo di cameriere, ma non notate la simmetria con Autore quando si incazzava coi francesi demmerda che si volevano mangiare le lische di pesce mentre lui voleva solo sparecchiare e tornarsene a Dinosauria Est a leggere Celine? 

























Caravaggio c'ha uno scazzo con un altro pittore e lo dileggia di peso pubblicando insulti in rima, poi 28 maggio 1606: dopo una partita a pallacorda Caravaggio uccide Ranuccio Tomassoni da Terni. 

RANUCCIO INFAME PER TE SOLO LE LAME

Caravaggio deve telare, cazzo! I pulotti vogliono la sua testa e così scappa a Napoli dalla Famiglia Colonna. Nella città partenopea è una superstar e dipinge un botto di capolavori, ma lui c'ha Roma ner core e vuole tornarci! Come cazzo può fare? Allora tipo che va a Malta per diventare Cavaliere, in modo da avere la fedina penale pulita? Yo.

Anche a Malta, Caravaggio trova da dire con un pezzo grosso e lo sbattono in gabbia, evade e sbarca in Sicilia. In Trinacria ha alle calcagna i sicari di Malta + i piedipiatti del Papa: è nella merda. Questa storia di essere in pericolo gli fa dipingere a manetta dei quadri supertosti. Tuttavia, l'obiettivo è sempre Roma.



Caravaggio si organizza una punta col Cardinale Scipione Borghese che può mettere una buona parola e far decadere la condanna a morte che pende sulla sua testaccia geniale. 

Quando crede di essere ormai salvo, Caravaggio viene fermato e trattenuto da guardie che non sanno dell’incontro combinato. Nel frattempo, la barca su cui c’erano tutti i quadri che aveva realizzato, parte senza di lui. Quadri dispersi, accordo saltato, gattabuia. 

Nel 1610 a Porto Ercole, Caravaggio crepa come un cane in un ospedale.







venerdì

SCUSA, MA TU SEI UNO IUTUBER? (seconda parte scritta dopo di prima)




Gentile incauto/re,

prima notte nella casa nuova, giusto? e poi dritti a Tyrannosauria per macinare la propria celebrità.

Eremitaggio e mondanità per un Autore.

Notizia: Spispmisk della Galleria OSMOSI ha definito la mia scrittura "sciatta" e questo mi ha riempito di una gioia pura e scintillante che sgorgava come da un rubinetto rotto! (notare il punto esclamativo)
Un altro editor si lamentava di non so quale monoblocco in un mio scritto, pre-poneva cambiamenti che ho mercanteggiato e strappato le mie condizioni.

Questo è il margine di manovra della felicità, piccoli movimenti curvilinei come le traiettorie di un parcheggio assistito.



QUESTA E' LA LETTERATURA CHE STO CERCANDO, ma a qualcuno non interessa: lui vuole una scrittura descrittiva e capibile, ricca di sovrastrutture e pre-sentazioni di Xsonaggi subito all'inizio di un racconto e questo è palloso, inoltre è tassativo: si scrive in 3°persona singolare, narratore esterno onniscente, tempo passato. ma io non sto cercando questa letteratura e per me è un'AGONIA scriverla così. 
Io amo scrivere in 2°persona plurale, narratore incosciente, tempo futuro. c'è spazio per il mio libro in questi termini?


Ora bevo birra sul balcone, sono in mutande e scrivo. Che voglia mimare un certo Buk?



Autore si sentiva umile, prostrato, ma la lattina tintinnò sui suoi incisivi con un suono molle e cavernoso; subito dopo l'effervescenza birrosa inondò il suo palato. Sudava e, nonostante la quiete apparente -solo un motore fuori giri vibrava nella calura- provava una sorta di tensione. Alla sua immediata sinistra il sole disegnava losanghe abbacinanti sul pavimento di piastrelle di arenaria chiara, anche la ringhiera, azzurra e adatta ad una residenza estiva, riluceva del medesimo calor bianco. Egli si risciacquò la bocca con un altro sorso di birra: quante ne avrebbe stappate prima della fine del suo romanzo? Era una domanda alla quale non sapeva rispondere. Prese in mano il nuovo libro di A. Baricco "Mr Gwyn", lo sfogliò rapidamente e lo spostamento d'aria provocato dalle pagine, gli procurò un certo ristoro. Lo soppesò in mano: era leggero, il font era enorme, e il prezzo? Non poteva sostenerlo. Pensò che il bastardo aveva avuto una buona idea -i ritratti scritti di persone- ma, e questo non poteva proprio tollerarlo, da ogni riga trasudava la consapevolezza, la boria che scorreva come una scritta sul tabellone luminoso del dirigibile della Good Year; che recitava incessante: IO SONO ALESSANDRO BARICCO, BECCATEVI IL MIO NUOVO LIBRO.



Ma ora sono dolcemente rassegnato: presto i ricordi dell'Autore finiranno, ora come ora, infatti, non è più possibile produrne di nuovi, e così finirà anche il suo proposito di letteratura, e potrò dare il prolungato addio che merita e relegarla, insieme già alla poesia - la prima a soccombere -, il disegno e la pittura. e dedicarmi esclusivamente al balletto e al teatro.



Un mio amico vuole scrivere un romanzo ambientato sulla Luna ma non lo vuole scrivere di notte nè soffrire per farlo, io gli ho chiesto se voleva scrivere anche i miei racconti così da emanciparmi, ma lui dice che prima deve finire il praticantato da un commercialista.

cordiale,

Agente +, Dinosauria dieci minuti dopo di prima

lunedì

FUMETTO PRE - ODIERNO: "L'UNTORE"


Questo è un fumetto e tu lo leggerai, non devi sapere altro. Scorri con il tuo scroll digitale per seguire il flusso della storia breve appena oltre questo punto.   


Agente +, subito dopo l'altro post

sabato

UN RACCONTO DI AMORE

Un Punk marcio duro ama una Principessa erede al trono.
Il Punk si intrufola quasi ogni sera nel Palazzo Reale e suona serenate elettriche, sfasciando chitarre sotto il balcone di lei. 
Al culmine dell’esaltazione amorosa, e al limite del coma etilico, scrive frasi d’amore posizionando lattine di birra e bottiglie vuote sul pavimento del cortile del Palazzo, guadagnandosi gli sguardi sognanti della Principessa.
Tutto sembra andare alla grande per la giovane coppia ma il Re, assai stufo del pretendente molesto, ordina alle Guardie di catturare il Punk innamorato e, senza perdere tempo, lo fa  impiccare nella piazza più grande della città. Nell’immaginario popolare, mentre i corvi banchettano con il cadavere del ribelle borchiato, quel Punk diviene il simbolo dell’amore impossibile e disperato. Orde di teenager con scompensi ormonali venerano la sua tragica memoria comprando maglie e spillette che ritraggono la sua faccia pallida e malaticcia. Questi giovani, queste migliaia di adolescenti visionari, una volta consci della propria forza e del proprio numero, assaltano la dimora reale con una scarica incontrollabile di violenza romantica.
Il Re e la Regina vengono brutalmente uccisi dalla folla inferocita e appesi per i piedi alle mura del Palazzo Reale. La Principessa si rifugia in una vicina nazione Repubblicana, reinventandosi come ospite fissa e opinionista in un talk-show televisivo. ​Ogni domenica pomeriggio sul canale TV nazionale, la Principessa frigna, sbraita, insulta gli ospiti e litiga con il pubblico.Il regista dello show vede in lei una futura conduttrice e, mentre se la scopa nei camerini, le consiglia di sforzarsi di piangere di più quando passano in sovrimpressione le foto del Punk, perché gli ascolti si alzano di brutto. Tony Inaudito PRE - O 18:08


domenica

AGENTE + VS GIUSEPPE VERDI: RIGOLETTO 4EVER


Fabri e suo padre mi passano a prendere con la Velomobile famigliare. Arrivano in ritardo. Durante tutto il tragitto nessuno dice una parola, si sentono solo gli scricchiolii del fasciame. Arriviamo a Skuola. In classe vedo tutti un po’ esaltati e non capisco perché. La mia compagna di banco, Mariqa, mi dice: “Oggi andiamo al Teatro 222 a vedere le prove del Rigoletto! Non te lo ricordavi? Ci hanno fatto tatuare l’avviso lunedì scorso”.
Dico: “Ma checazzo! Non ci faranno mica saltare Antologia AntiAttuale?”. Fabri annuisce mangiandosi le unghie. Dopo, la Prof ci accompagna fuori e camminiamo per diecimila megamillimetri fino al Teatro 222.
Entriamo.



Dentro c’è roba antica tipo milleottocento: colonne, lampadari, tappeti, poltrone, balconi. E poi davanti al palco c’è una specie di cratere in cui stanno i musicisti con i loro cazzo di strumenti. La sala è piena di gente della nostra Skuola, delle guardia-teatro con la faccia seria, altri tizi con la cravatta. Mentre la Prof ci sta facendo sedere, ci piazziamo il più lontano possibile.
Fabri si toglie il giubbotto e lo butta sulla poltrona di fianco per occuparla. “Così quei deficienti della 3°Y non mi stanno appiccicati”, dice. Dalla mia parte invece, si siede una nostra compagna, Elixabetta Bollani, che mi guarda disgustata. Sposto il gomito dal bracciolo per non toccarla neanche per sbaglio e in quel momento le luci si spengono del tutto. Si sente bisbigliare e ridacchiare poi entra il direttore dei musicisti e tutti applaudono, lui saluta e inizia a gesticolare con la bacchetta. Parte la musica sinfonica con violini a palla e si apre il sipario su una mega casa nera: sul tetto ci sono ballerine abb. fighe, giocolieri e acrobati. Giù ci sono un nobile grasso e la sua corte, il Rigoletto, sua figlia, un pirata e tutti cantano. Uno scaglia una maledizione, ma non so perché. 



Dopo un bel po’ la tenda del sipario si chiude e tornano le luci.
“Non si capiscono le parole!”, sbotta Fabri. 
Elixabetta Bollani ci sibila con disprezzo: “Non avete portato gli appunti che ci ha serigrafato la professoressa? Le ho distribuite ieri!" 
Fabri le risponde: “Stai zitta, spiona!”, poi parla in tono cospiratorio e indica il pavimento: “Guarda qua cos’ho scoperto…”. Sotto i suoi piedi c’è uno stemma, sarà grande come un pizza, incorniciato da un anello di metallo dorato, e quando lui ci infila le dita sotto, si solleva leggermente. “Questo Cerchio mi sa che me lo porto a casa. Quando ti faccio il segnale, tossisci, così copri il rumore”.
Le luci si spengono di nuovo. Fabri mi tira delle gran gomitate e io scatarro per mascherare il rumore che fa per scardinare l’anello dal pavimento, ma gli dico a bassa voce: “Basta! Mi stai spaccando le costole!”. 
Del secondo atto non capisco quasi niente: la figlia del Rigoletto viene rapita, e lui viene sfottuto senza pietà dai nobili. 
Le luci si riaccendono per l’intervallo. Fabri mi sussurra: “Ci sono quasi!”.
Ecco il terzo tempo. All’improvviso, da dove sta seduto Fabri, sento un rumore raschiante e poi qualcosa tipo una pentola che sbatte. Lui si immobilizza facendo finto di niente, mentre una spilungona bionda che fa la guardia-teatro si avvicina per ringhiarci nel buio: “Silenzio!”
Appena se ne va, Fabri infila l’anello nello zaino sogghignando: “Missione compiuta. Ho il Cerchio”. Ci rilassiamo infossandoci nelle poltroncine.
Sul palco uno canta un pezzo famosissimo, La donna è immobile, mi sembra. 



Fabri si domanda: “E’ Pre - Odierno?”. Qualcuno da dietro fa SHHHHH, poi la musica si fa forte e tragica, scoppia un temporale con dei flash di luci, la figlia del Rigoletto viene accoltellata, lui lo scopre e urla: La maledizio-neee! 
Sipario, fine.
Il rumore degli applausi sembra pioggia che cade. Quando le luci si accendono definitivamente, vedo un paio di Prof che ci fissano con un’aria parecchio incazzata e infatti, tornati a Skuola, ci becchiamo una nota sul diario: Nonostante i ripetuti richiami, Fabri Fibra e Agente + disturbano il teatro lirico con la loro maleducazione.
Quel pomeriggio cammino fino a casa di Fabri. Ha il Cerchio stretto in mano e dice: “Andiamo nell’unigiardino a provare questo coso”. 



Fuori l’aria è immobile, umida, il sole basso e opaco sopra l'unigiardino che è un rettangolo di erba morente con due palme alte un migliaio di metri. Ci sono file di fiori marci, cerco di evitarli ma Fabri dice: “Pestali pure. Sono di mia mamma”, poi mi chiede: “Chi era il nemico di quel Rigoletto?”.
Gli rispondo: “Il Duca di Dinosauria, credo”. Lui mi guarda dubbioso: “Non era il pirata?”. 
“Boh. Non mi ricordo”, dico restando sul vago.
“Il Duca va bene. Eliminiamolo”. Si mette di fronte alle palme, allarga le gambe, si torce come per lanciare un frisbee ma rimane immobile. Dopo un po’ gli faccio: “E allora?”.
“Aspetta! Lo sto visualizzando…”, risponde lui, poi scaglia il Cerchio con una potenza inaudita, urlando: “MUORI LURIDO DUCA!”.
L’anello vola dritto, colpisce con il rumore di una scampanata e rimbalza a terra. Insieme esclamiamo: “Porca gioia!”.
Ci avviciniamo alla palma per vedere i danni. Il tronco è scheggiato e inciso profondamente, tipo coltellata, e si vede la polpa verde che sbroda resina a manetta. Raccolgo il Cerchio, e lo stringo tra le mani. Guardo Fabri e dico con una certa solennità: “Finalmente il Rigoletto è stato vendicato”.
Agente +, 13:56

giovedì

QUANDO AGENTE + VA A FARE LA SPESA




Aria condizionata gelida lungo la tua schiena e una musica indistinta cola dal soffitto, segmentato e curvo come mani giunte, imploranti. Scivoli tra i canyon di scaffali senza una meta precisa, mentre studi la disposizione delle uscite di sicurezza, delle linee elettriche principali, del sistema anti-incendio, degli accessi al magazzino. Prendi nota dei principali attrattori di clientela, codici colore e loghi. Come una poesia, memorizzi tutto pezzo per pezzo. Osservi le traiettorie dei flussi di persone che convergono verso le dighe delle casse e ti metti in fila come un salmone agonizzante che risale la corrente. 



Cassa 5. Davanti a te c'è la nuca di un uomo con i capelli strani, il suo carrello è colmo di prodotti indispensabili, ma per quanto? La commessa inizia a passare la spesa dell'uomo sul lettore di codici a barre. Guardi il fascio del laser, rosso e scintillante come un orizzonte infuocato dopo l'importazione della democrazia. Vorresti entrare nel cervello di quell’uomo per avvertirlo dell'imminente...

“Buongiorno! Carta Coop?” 
La commessa ti riscuote con la sua voce squillante. Ti accorgi di non avere comprato nulla e così, d’impulso, prendi un pacchetto di caramelle da un espositore vicino. 

“Un idrodollaro e venti” dice la cassiera. 
Paghi, afferri lo scontrino ed esci. L'uomo si è diluito tra la folla. Oltre i grandi vetri dell'entrata principale, gente frettolosa e l’asfalto bollente del parcheggio gonfio di velomobili e pedibus.
Le informazioni che hai raccolto ti frizzano in testa, ti fanno aumentare il battito, ma devi restare calmo. Respiri e rilassi i muscoli. Ti guardi intorno deglutendo a fatica. Dopo qualche miliardo di millisecondo raddrizzi le spalle, stringi gli occhi e sei solo un cliente anonimo, esausto, in bilico tra le doppie porte automatiche.








mercoledì

MARILYN MONROE NON COMPARE IN QUESTO FUMETTO

Dinosauria, epoca Pre

Caro Seguitore,


mi ricordo che un blog era nato anche per Graphic Novel, ma è da un bel po' di tempo prima che non ne visualizziamo! Ti chiedo di scusarli, e una volta fatto, di scrollare in basso con il tuo mousepad per il solito post che ti spiazza. Oggi è una giornata in cui il tuo più grande palpito di emozione è stato un Like della tipa di cui sei segretamente innamorato su una foto postata da Martin Spismisk in cui ti rendi ridicolo rotolando sul pavimento della cucina di Tony Inaudito. La foto in questione è un po' sgranata, ma ti hanno taggato e quindi è ormai inconfutabile. Noi del P - O Gruppo vogliamo affossare/sollevare il tuo umore nell'unico modo che conosciamo:
CON UNA SFERZATA DI 
FUMETTO ANTE-ATTUALE 
IN PIENA FACCIA!!!






Con la speranza che tu possa abbandonare per sempre il famoso network sociale,

Un saluto insoluto
Autore

martedì

LETTERATURA CHE DOVRESTI LEGGERE


Rullo Rotativo 45, Dinosauria.

Abbiamo troppe cose da dire per chiuderci dentro un limite di 140 caratteri o uno stato sul network. Questo libro è scomodo, scomodo come una Y-Shirt con l'etichetta che ti pizzica di brutto dietro il collo. Unconfortevole come quel divano di lattice liscio e levigato dal quale scivoli sempre quando sei fatto. 



Autore te lo sconsiglia, Agente + te lo impone, gli altri te lo invidiano. Il libro dell'estate, da sfogliare sotto l'umbrellone anti UV. Usatelo anche per

P - O, ore antimeridiane

sabato

PRE - ODIERNO VS RAY ODIERNO

LA NUOVA RUBRICA DEL PRE - ODIERNO METTE A CONFRONTO DUE TIZI CHE NON HANNO NULLA IN COMUNE A PARTE IL COGNOME

pre - ODIERNO VS ray ODIERNO

RAYMOND T. ODIERNO 38th Chief of Staff UNITED STATES ARMY 


Nato a Rockaway, New Jersey, 8 settembre 1954 Odierno ha passato la vita nell’esercito, ma non bisogna pensare che sia un buzzurro tutto elmetto e pallottole. Laureato in Ingegneria, laurea honoris causa in Legge e in Lettere, senza dimenticare i master in Sicurezza Nazionale e Strategia, e in Ingegneria degli Effetti Nucleari. Niente male!

BLOG PRE - ODIERNO

Il Pre - Odierno, invece, nasce a Dinosauria appena prima di adesso. Il tutto sgorga da una storia tipo che c’era uno che si rotolava sul tappeto. Pre - Odierno sfugge alle classificazioni! Per essere percepito da tutti, appare come un blog nel mondo umano e come una specie di Galleria Osmosi.


Per il Generale Odierno il lavoro è GUERRA! Ha servito con onore il proprio paese negli scenari più disparati e disperati: Albania, Kwait, USA. Ma c’è un luogo che gli è rimasto nel cuore: l’Iraq. Si è cuccato la storica operazione Desert Storm (1991) e pure Iraqi Freedom del 2003 che, a discapito del nome, non ha portato poi tanta libertà, eh! Il Pre - Odierno lavora nel settore Anti/Attuale ed è quello che stavi cercando, nient’altro da aggiungere!


Ray Odierno è stato consigliere militare durante la Pre - sidenza Bush per i Segretari di Stato Colin Powell & Condoleezza Rice, due pagliacci allucinanti su cui non ci dilungheremo oltre!

Il Pre - Odierno si avvale della collaborazione di due tizi che fanno parte della P- O Crew: sono Autore e Agente +, che già conosci bene oppure no_ _ _



Odierno è sposato con la sua ragazza del liceo, Linda. Hanno avuto tre figli: Tony (anche lui veterano e sposato con Daniela); Katie (suo marito ha il nome fico di Nick Funk); e Mike (di cui non abbiamo nessuna notizia, ma speriamo che possa essere un tranquillone pacifista). A noi ci piace Mono.

Generale Odierno: premi e riconoscimenti

4 Defense Distinguished Service Medals
2 Army Distinguished Service Medals, the Defense Superior Service Medal
6 Legions of Merit
1 Bronze Star Medal
1 Defense Meritorious Service Medal
4 Meritorious Service Medals
1 Army Commendation Medal
1 Army Achievement Medal
1 Combat Action Badge. 

Pre - Odierno ha un punteggio di 1.067.921 e il suo valore è stimato in € 312,27 qualunque cosa significhi. A breve, un'altra cosa unirà ancora più a fondo i due Odierni: una bella denuncia per inaffamazione. Ci si pre- vede in tribunale!

odierno - ODIERNO
 il cerchio è completo



p - o crew, prima di adesso anzi no, 12:54

domenica

DAL DIARIO DI F: DONNA DELLE PULIZIE ALLA RESIDENZA OSMOSI


Lunercoledì 3 Gennarzo 1981




Trovo del vomito nei vasi dei fiori, il bagno è sempre chiuso a chiave e i posaceneri sono stracolmi, ma il grosso dei mozziconi è sul pavimento, l’odore velenoso di cicche impesta tutta la casa. Quando passo l’aspirapolvere, Philip K. Dick prende appunti su un taccuino nero poi torna a sedersi vicino alla radio che trasmette scariche e ronzii. È una specie di comunista e, ora che ha smesso di calarsi gli acidi, parla spesso con un dio spaziale.
Prendo uno smacchiatore potente, uno strofinaccio e cancello gli scarabocchi che
Jean-Michel Basquiat fa sui muri e sulle porte. A volte c’è anche il suo amico Keith Haring ma oggi no, sarà troppo impegnato a farsi inculare nei cessi della metro, comunque il negro samoano è al piano di sopra a implorare William S. Bourroghs di smollargli altri due grani di ero. Il vecchio tossico, oltretutto frocio, batte i tasti della macchina da scrivere foderata di lattice e lo minaccia con una pistola difettosa comprata in Messico.
Raccolgo i batuffoli imbevuti di morfina che torvo in giro e li metto in un grosso barattolo che lascio in frigorifero, e loro me ne sono grati.
Porto delle lenzuola pulite a
Don DeLillo, un signore elegante e silenzioso, con i capelli bianchi e di sicuro impotente. Fissa un piccolo televisore con un filmato di sé stesso che guarda un filmato di sé stesso che tiene un reading in teleconferenza in una sala congressi vuota.
Quando scendo in soggiorno, raduno le bottiglie di vodka vuote in un angolo, vicino ai resti bruciati di qualche libro:
“Sulla strada” di Jack Kerouac, “Neve di primavera” di Yukio Mishima e “Le parole” di J. P. Sartre. Charles H. Bukowski reclama altra birra e quando gli porgo una confezione da sei, mi chiede se posso alzarmi la gonna solo per cinque secondi. Lui è osceno e in mutande, biascica qualcosa di incomprensibile e poi sprofonda nella potrona, urlando a Bret Easton Ellis di abbassare quel maledetto televisore, ma il volume è già muto. Il ragazzo californiano ci guarda, i suoi occhi sono invisibili dietro i Ray-Ban scuri. Annuisce lievemente quando David Hockney gli sussurra che sa dove procurarsi dell’ottima coca boliviana, devono solo fare una telefonata, poi andare ai margini del deserto, verso sud, e aspettare...


Quelli del P - O, ore 10:23