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domenica

UN FUMETTO PRE - ODIERNO FATTO ALLA BUONA

Sto smanettando con il mio apparecchio Aifonico e proprio mentre cerco di caricare la pagina di un Blog Ante Attuale, quel cazzo di apparecchio si impalla di brutto lasciandomi come 1 koglione con la schermata nera. Ma quel nero lucido e refrattario mi ricorda gli occhiali da sole con cui Autore celava i suoi occhi stanchi e quindi afferro un pezzo di carta cementificata e butto giù un'idea alla cazzo, roba che Agente + ci può tirare fuori una pesata della madonna.

Agente +, questa è roba autobiografica di Tony Inaudito. Te la droppo senza rimorsi, però facci guadagnare un bel po' di idrodollari!

firmato: uno di quelli del P - O


martedì

▼ Libri giudicati dalla copertina – il caso Bret Easton Ellis

– Oltraggioso - l' omonima rubrika nata su questo blog -
è stata trasposta in forma di video - come se una serie di
fotogrammi a scorrimento potesse dare l'idea del movimento - eccetera –


Scenografia : Stanley Embrione
Montaggio : Tony Tonico
Fotografia : Plastification Timoty
Tecnico dell' audio : Mario Schifato
Produttore : Okrim Chadid
Troupe: The Simmetrics

Girato a Dinosauria Est,  prima di adesso.

mercoledì

VENDITA E ASSISTENZA PRE - ODIERNA: AUTORI IN LIBERTA'




Caro Autore

Ero nel Quartiere Quarto a fare la street-art su aquiloni, pensando a M.N 
Suggestioni piuttosto che frasi celebri, pensando a posture e movenze:

-Fuma fissando la nebbia
-Dice che all'aeroporto lo hanno scambiato per un mediorientale terrorista, fermato e perquisito
-Mette i piedi sul tavolo, le scarpe sono eleganti
-Non ammette la tecnica olio su carta
-Naso lucido e pure la fronte
-Chiama un autore Dadid
-Cravatte
-Si cucca le sparate di Svetlana per minimo un'ora
-Fa girare un catalogo di un acquarellista iperreale, tra i disegni c'è una coppia, la donna davanti, l'uomo dietro che la forza a bare un bicchiere d'acqua, il cielo è livido e violaceo Dice, dice: guardate cosa si può fare con l'acquerello
-Sorrisetto tirato e compiaciuto, poi passa a uno sdegnoso e sprezzante muso con parole di derisione per Nik il Nikilista. 

Come rendere questo in una graphic novel, nel giro di una vignetta?







































Caro Autor-izzatore,

grazie mille per i PRE-ziosi ricordi su un certo EmmeEnne.
Un paio li ricordavo (scarpe sul tavolo, naso unto) ma gli altri no.
Allora senti la novità, come sai il capo, il Tyranno Rex, mi ha chiesto di cosa parla il nuovo libro, e io gli ho detto: 

1-2000 pagine a colori, 
2-storia di un H-demia a Dinosauria Est, 
3-moltissimi personaggi, per la maggior parte Autori ancora sconosciuti.

Lui mi ha detto che è molto perplesso del fatto che io sto buttando al cesso i tre punti forza del mio primo libro "Din Don De Lillo", che furono:

1-per protagonista uno famoso
2-in nero e bianco
3-non troppe pagine, non troppi personaggi, ambientazione Americana.

Infine, dice che mi sto legando le scarpe da solo e che sto praticamente andando incontro
a un suicidio editoriale. Beh, che dire? 






Ho avuto una crisi in cui cambiavo idea ogni mezz' ora. Logorato, dilaniato tra le due opzioni. 

Autore smembrato, grido rapace di dolore muto.
il MERCATO mi chiede una seconda graphic novel che sia sommariamente una fotocopia di  "Din Don De Lillo" ...
Ma un AUTORE invece vuole emergere con la sua carica eversiva e centripeta.

Soluzione: sto a vedè na situazionne.
Comunque, questo è il sottobosco editoriale, questa è l'acqua


























Autori del P - O, ore 12:12

venerdì

SCUSA, MA TU SEI UNO IUTUBER? (tra dieci minuti da prima di ora ci sarà il seguito in un nuovo travolgente post di un blog)

Notte senza pressione a Dinosauria.  Esci con Autore e con Moscio per vedere la nuova mostra pre-attuale che promette di essere l'evento-cardine del minuto.


 Struzzi, polli.  La nuova arte.  polli sfibrati.  Bevi il tuo cocktail.


 C'è un caldo insostenibile, vuoi sapere che ore sono, sudi come un porco.


 Una foto di un panzone emozionato che nuota ti fa ridere per tre secondi, ma sei nervoso perchè hai visto una gran figa che è la cantante dei The Simmetrics e andava verso il cesso.


Un pannello con i modi di dire. Non li leggi, vai al cesso anche tu.


 Eccola, Divina, marcia, inarrivabile.


Le parli di arte giapponese. Non ti guarda.



 Arte giapponese. 


Le parli di fumetto talmente raffinato da farti rivalutare i sistemi totalitaristi-integralisti. 
Niente.


 Alla fine pensi a un'altra perchè ti sei rotto i coglioni. Ribecchi Autore, Moscio e... 
CONTINUA SULLA PRE - SSIMA PUNTATA>!


domenica

AGENTE + VS GIUSEPPE VERDI: RIGOLETTO 4EVER


Fabri e suo padre mi passano a prendere con la Velomobile famigliare. Arrivano in ritardo. Durante tutto il tragitto nessuno dice una parola, si sentono solo gli scricchiolii del fasciame. Arriviamo a Skuola. In classe vedo tutti un po’ esaltati e non capisco perché. La mia compagna di banco, Mariqa, mi dice: “Oggi andiamo al Teatro 222 a vedere le prove del Rigoletto! Non te lo ricordavi? Ci hanno fatto tatuare l’avviso lunedì scorso”.
Dico: “Ma checazzo! Non ci faranno mica saltare Antologia AntiAttuale?”. Fabri annuisce mangiandosi le unghie. Dopo, la Prof ci accompagna fuori e camminiamo per diecimila megamillimetri fino al Teatro 222.
Entriamo.



Dentro c’è roba antica tipo milleottocento: colonne, lampadari, tappeti, poltrone, balconi. E poi davanti al palco c’è una specie di cratere in cui stanno i musicisti con i loro cazzo di strumenti. La sala è piena di gente della nostra Skuola, delle guardia-teatro con la faccia seria, altri tizi con la cravatta. Mentre la Prof ci sta facendo sedere, ci piazziamo il più lontano possibile.
Fabri si toglie il giubbotto e lo butta sulla poltrona di fianco per occuparla. “Così quei deficienti della 3°Y non mi stanno appiccicati”, dice. Dalla mia parte invece, si siede una nostra compagna, Elixabetta Bollani, che mi guarda disgustata. Sposto il gomito dal bracciolo per non toccarla neanche per sbaglio e in quel momento le luci si spengono del tutto. Si sente bisbigliare e ridacchiare poi entra il direttore dei musicisti e tutti applaudono, lui saluta e inizia a gesticolare con la bacchetta. Parte la musica sinfonica con violini a palla e si apre il sipario su una mega casa nera: sul tetto ci sono ballerine abb. fighe, giocolieri e acrobati. Giù ci sono un nobile grasso e la sua corte, il Rigoletto, sua figlia, un pirata e tutti cantano. Uno scaglia una maledizione, ma non so perché. 



Dopo un bel po’ la tenda del sipario si chiude e tornano le luci.
“Non si capiscono le parole!”, sbotta Fabri. 
Elixabetta Bollani ci sibila con disprezzo: “Non avete portato gli appunti che ci ha serigrafato la professoressa? Le ho distribuite ieri!" 
Fabri le risponde: “Stai zitta, spiona!”, poi parla in tono cospiratorio e indica il pavimento: “Guarda qua cos’ho scoperto…”. Sotto i suoi piedi c’è uno stemma, sarà grande come un pizza, incorniciato da un anello di metallo dorato, e quando lui ci infila le dita sotto, si solleva leggermente. “Questo Cerchio mi sa che me lo porto a casa. Quando ti faccio il segnale, tossisci, così copri il rumore”.
Le luci si spengono di nuovo. Fabri mi tira delle gran gomitate e io scatarro per mascherare il rumore che fa per scardinare l’anello dal pavimento, ma gli dico a bassa voce: “Basta! Mi stai spaccando le costole!”. 
Del secondo atto non capisco quasi niente: la figlia del Rigoletto viene rapita, e lui viene sfottuto senza pietà dai nobili. 
Le luci si riaccendono per l’intervallo. Fabri mi sussurra: “Ci sono quasi!”.
Ecco il terzo tempo. All’improvviso, da dove sta seduto Fabri, sento un rumore raschiante e poi qualcosa tipo una pentola che sbatte. Lui si immobilizza facendo finto di niente, mentre una spilungona bionda che fa la guardia-teatro si avvicina per ringhiarci nel buio: “Silenzio!”
Appena se ne va, Fabri infila l’anello nello zaino sogghignando: “Missione compiuta. Ho il Cerchio”. Ci rilassiamo infossandoci nelle poltroncine.
Sul palco uno canta un pezzo famosissimo, La donna è immobile, mi sembra. 



Fabri si domanda: “E’ Pre - Odierno?”. Qualcuno da dietro fa SHHHHH, poi la musica si fa forte e tragica, scoppia un temporale con dei flash di luci, la figlia del Rigoletto viene accoltellata, lui lo scopre e urla: La maledizio-neee! 
Sipario, fine.
Il rumore degli applausi sembra pioggia che cade. Quando le luci si accendono definitivamente, vedo un paio di Prof che ci fissano con un’aria parecchio incazzata e infatti, tornati a Skuola, ci becchiamo una nota sul diario: Nonostante i ripetuti richiami, Fabri Fibra e Agente + disturbano il teatro lirico con la loro maleducazione.
Quel pomeriggio cammino fino a casa di Fabri. Ha il Cerchio stretto in mano e dice: “Andiamo nell’unigiardino a provare questo coso”. 



Fuori l’aria è immobile, umida, il sole basso e opaco sopra l'unigiardino che è un rettangolo di erba morente con due palme alte un migliaio di metri. Ci sono file di fiori marci, cerco di evitarli ma Fabri dice: “Pestali pure. Sono di mia mamma”, poi mi chiede: “Chi era il nemico di quel Rigoletto?”.
Gli rispondo: “Il Duca di Dinosauria, credo”. Lui mi guarda dubbioso: “Non era il pirata?”. 
“Boh. Non mi ricordo”, dico restando sul vago.
“Il Duca va bene. Eliminiamolo”. Si mette di fronte alle palme, allarga le gambe, si torce come per lanciare un frisbee ma rimane immobile. Dopo un po’ gli faccio: “E allora?”.
“Aspetta! Lo sto visualizzando…”, risponde lui, poi scaglia il Cerchio con una potenza inaudita, urlando: “MUORI LURIDO DUCA!”.
L’anello vola dritto, colpisce con il rumore di una scampanata e rimbalza a terra. Insieme esclamiamo: “Porca gioia!”.
Ci avviciniamo alla palma per vedere i danni. Il tronco è scheggiato e inciso profondamente, tipo coltellata, e si vede la polpa verde che sbroda resina a manetta. Raccolgo il Cerchio, e lo stringo tra le mani. Guardo Fabri e dico con una certa solennità: “Finalmente il Rigoletto è stato vendicato”.
Agente +, 13:56

lunedì

LETTERATURA CHE DOVRESTI LEGGERE

Rullo Rotativo 45, Dinosauria.


Abbiamo troppe cose da dire per chiuderci dentro un limite di 140 caratteri o uno stato sul network. Questo libro è unto e mellifluo, ti scivola addosso lasciandoti un segno indelebile come la bava catramosa di una lumaca OGM.



Gionny Nash è un bifolco che aspira all'assoluto, che nella sua santità ruspante vuole dirti qualcosa di. Lettura che apre l'encefalo e non lo lascia mai cicatrizzare completamente, come quella storia d'amore che non hai mai avuto, ne desiderato.

Tizi preodierni, ore 18:05

sabato

PRE - ODIERNO VS RAY ODIERNO

LA NUOVA RUBRICA DEL PRE - ODIERNO METTE A CONFRONTO DUE TIZI CHE NON HANNO NULLA IN COMUNE A PARTE IL COGNOME

pre - ODIERNO VS ray ODIERNO

RAYMOND T. ODIERNO 38th Chief of Staff UNITED STATES ARMY 


Nato a Rockaway, New Jersey, 8 settembre 1954 Odierno ha passato la vita nell’esercito, ma non bisogna pensare che sia un buzzurro tutto elmetto e pallottole. Laureato in Ingegneria, laurea honoris causa in Legge e in Lettere, senza dimenticare i master in Sicurezza Nazionale e Strategia, e in Ingegneria degli Effetti Nucleari. Niente male!

BLOG PRE - ODIERNO

Il Pre - Odierno, invece, nasce a Dinosauria appena prima di adesso. Il tutto sgorga da una storia tipo che c’era uno che si rotolava sul tappeto. Pre - Odierno sfugge alle classificazioni! Per essere percepito da tutti, appare come un blog nel mondo umano e come una specie di Galleria Osmosi.


Per il Generale Odierno il lavoro è GUERRA! Ha servito con onore il proprio paese negli scenari più disparati e disperati: Albania, Kwait, USA. Ma c’è un luogo che gli è rimasto nel cuore: l’Iraq. Si è cuccato la storica operazione Desert Storm (1991) e pure Iraqi Freedom del 2003 che, a discapito del nome, non ha portato poi tanta libertà, eh! Il Pre - Odierno lavora nel settore Anti/Attuale ed è quello che stavi cercando, nient’altro da aggiungere!


Ray Odierno è stato consigliere militare durante la Pre - sidenza Bush per i Segretari di Stato Colin Powell & Condoleezza Rice, due pagliacci allucinanti su cui non ci dilungheremo oltre!

Il Pre - Odierno si avvale della collaborazione di due tizi che fanno parte della P- O Crew: sono Autore e Agente +, che già conosci bene oppure no_ _ _



Odierno è sposato con la sua ragazza del liceo, Linda. Hanno avuto tre figli: Tony (anche lui veterano e sposato con Daniela); Katie (suo marito ha il nome fico di Nick Funk); e Mike (di cui non abbiamo nessuna notizia, ma speriamo che possa essere un tranquillone pacifista). A noi ci piace Mono.

Generale Odierno: premi e riconoscimenti

4 Defense Distinguished Service Medals
2 Army Distinguished Service Medals, the Defense Superior Service Medal
6 Legions of Merit
1 Bronze Star Medal
1 Defense Meritorious Service Medal
4 Meritorious Service Medals
1 Army Commendation Medal
1 Army Achievement Medal
1 Combat Action Badge. 

Pre - Odierno ha un punteggio di 1.067.921 e il suo valore è stimato in € 312,27 qualunque cosa significhi. A breve, un'altra cosa unirà ancora più a fondo i due Odierni: una bella denuncia per inaffamazione. Ci si pre- vede in tribunale!

odierno - ODIERNO
 il cerchio è completo



p - o crew, prima di adesso anzi no, 12:54

mercoledì

L'UGENTE + NON E' AL MOMENTO IRRAGGIUNGIBILE

 
 
È notte fonda e l’apparecchio Ai Fonico inizia a squillare implacabile e minaccioso nel buio siderale della mia stanza. Sono rallentato e ancora quasi incosciente mentre mi avvicino la cornetta all’orecchio. Dico: “pronto” con la bocca impastata. Scariche, crepitii metallici poi una voce femminile, fioca e sconosciuta, che parla veloce.

-... di nuovo quel sogno. Sono in un sottomarino nucleare della Marina USA, le paratie sono soffici cedevoli al tatto, hanno il colore e la consistenza della pelle umana. Se mi avvicinassi abbastanza, potrei vedere anche peli, nei, cicatrici o altri segni particolari di qualcuno che non ho amato abbastanza. Nella sala controllo, sul tavolo della plancia, il comandante sta facendo sesso con una tipa mora e riccia. Lui sembra Autore però ha il volto un po’ in ombra sotto la visiera dell’uniforme ufficiale, i pantaloni calati alle caviglie. Lei non la conosco, ma so che è una cantante famosa. Si muovono in sincronia con la cavitazione dell’elica, un rombo ritmico che attraversa tutto lo scafo come un respiro inaudito. Il loro sudore cola sotto le chiappe e la schiena della ragazza, stingendo le mappe oceanografiche stese sul tavolo e rendendo irriconoscibili i continenti, i prospetti del fondale marino. A quel punto corro via. Lungo i corridoi, intravedo gli uomini dell’equipaggio: applaudono al mio passaggio gridando frasi di approvazione e incitamento. Continuo a correre fino alla sala macchine e mi chiudo dentro sentendomi vibrare di euforia. Poi il sogno diventa confuso e accelerato. Urlo in una lingua sconosciuta e scandisco ogni respiro prendendo a martellate il nocciolo del reattore nucleare. A quel punto mi sveglio, le gambe e le braccia gelide, la gola arsa ma io non...
 
La linea cade improvvisamente e rimango nell’oscurità. Immobile, esausto. Il segnale dell’apparecchio Ai Fonico dà libero, un suono monotono e lugubre come quello di un rapace intrappolato in una ciminiera.



Agente + 00:00, Dinosauria Rem

▼POLPA FINZIONE : senza Bernardo Bertolucci non avremmo avuto Pulp Fiction

                           
                                                            ( giovane Tarantino a riposo )
Partiamo dal titolo.
Pulp Fiction non ha un significato nello slang americano.
E' l'unione di due generi, ovvero "Pulp" e "Fiction".

Pulp vuole dire POLPA.
Fiction vuol dire FINZIONE.
Ne consegue che vent'anni fa, la gente in America diceva
"Ho visto un film fighissimo, si chiama polpa finzione."

Ecco un titolo che qua da noi non avrebbe mai funzionato.

Perchè POLPA? Te lo spiego subito.
Proviene dalle riviste stampate negli anni 30-40-50,
denominate in gergo Pulp Magazine. 
Quelle riviste erano stampata sulla carta più scadente che
si potesse trovare, carta di polpa, appunto.
La carta di polpa è carta molto grezza, non raffinata.
Dal tipo di carta usata, deriva il nome di un genere, il PULP.
A pensarci è pazzesco, ma proseguiamo.

Per capire come ha fatto Tarantino a scrivere Pulp Fiction
dobbiamo spostarci in Italia, in una cittadinuzza che si chiama roma.

Era il 1967 prima di adesso. Sergio Leone era un regista
iper-famoso per la sua trilogia western 
in cui ha recitato anche Klint Istvud.

       

                                                                    ( Sergio Leone )


Tuttavia, Sergio Leone era stanco del western.
voleva cambiare genere, pensava a un film di gangster 
nell' america degli anni 30.

Ma i produttori storcevano il naso, gli dicevano no,
tu sei Leone, il pubblico ti identifica col western,
e quelli devi continuare a fare.
Se no, il film te lo paghi da solo.

 Un giorno Leone va al cinema all ennesima proiezione del
suo terzo western, e vede in prima fila un giovanotto
molto preso dalla visione del film.
Leone si incuriosisce. 
Aspetta la fine del film e avvicina il giovane.

il giovane era Bernardo Bertolucci, giovane regista di due film
vicini alla nouvelle vogue, ma D scarso successo commerciale.

Leone gli dice: "Che cosa ti piace dei miei film?"

Bertolucci capisce che si sta giocando qualcosa, ma non sa cosa.
Allora per affascinare Leone, gli risponde: "Che filmi il culo dei cavalli"

Leone capisce, e poi gli fa un altra domanda.
"Secondo te, quale dovrebbe essere il mio prossimo film?"

Bertolucci capisce che la posta il gioco è alta.
Decide di prendersi tre giorni di tempo per pensarci, e poi
avrebbe raggiunto Leone nel suo studio per rispondergli.

( Bertolucci )


Passano i tre giorni. Bertolucci si riguarda i tre western di leone a go-go.

Poi finalmente l'incontro agognato.

"Quale dovrebbe essere il mio prossimo film?"

 Bertolucci :"Dovrebbe essere un western."

Leone: "e va bè, ne ho già fatti....tutto qui?"

Bertolucci:  " I tuoi western hanno rotto i ponti con la tradizione. 
E ora, il tuo prossimo film dovrebbe ricollegarsi a quella tradizione,
 dovrebbe essere pieno di banalità,
di cose già viste mille volte, di stereotipi logori....visti con la tua ottica."

E fu così che andò.
C'era una volta il west, il 4° western di Leone, co-sceneggiato da Bertolucci,
è costruito su tre stereotipi logori e ormai inservibili.

1- la prostituta redenta
2- l'eroe solitario che vuole proteggere qualcuno per interesse personale
3-il conflitto tra protagonista e antagonista per un pezzo di terra.


////

Nel 1993,  Quentin Tarantino riprende la stessa idea, e scrive Pulp Fiction
basandosi su tre stereotipi logori del film noir.

1-i killer che devono uccidere qualcuno per conto del boss
2-il pugile che fa il doppio gioco alle scommesse sull' incontro di boxe
3-il killer che si innamora della donna del boss.

Forse Bernardo Bertolucci, da solo, ha gettato le basi del cinema post moderno.
Aveva 26 anni.


                                                                   ( Bertolucci )